Capitolo 23
LETTERA CCLVII
BLACKHEATH, il 1 agosto 1763.
IL MIO CARO AMICO: Io spero che da questa durata Lei sia abbastanza bene stabilito a
Ratisbon, almeno come agli importanti punti del cerimoniale; così che
Lei può sapere, a precisione, Lei deve dare a chi, e da chi Lei deve
richieda il 'Excellentz di senna. Quelle formalità sono, senza dubbio,
ridicolo abbastanza in loro; ma ancora loro sono necessari per manners,
e qualche volta per affari; ed ambo soffrirebbero posandoli completamente
a parte.
Io ho avuto ultimamente un attacco di una lagnanza nuova che io ho da molto
sospettò che io avevo nel mio corpo, 'in actu primo', come i saccenti lo chiamano,
ma in che io non sentii mai 'actu secundo' fino alla settimana scorsa, e quello è un
vada bene della pietra o ghiaia. Era, Grazie a Dio, ma un disdegni uno; ma esso
era 'dans toutes les formes'; per lui fu preceduto da un dolore nei miei lombi,
quale io presi per dei resti del mio reumatismo per prima; ma era presto
convinto del mio errore, molto facendo acqua più nero del caffè con un
sedimento prodigioso di ghiaia. Io ora sono perfettamente di nuovo facile, e ha nessuno
più indicazioni di questa lagnanza.
Dio La tiene da quell'e sordità! Le altre lagnanze sono il terreno di proprietà comune, e
pressocché il destino inevitabile di natura umana, ma lascia adito ad un po' di mitigazione.
Dio La benedice!
LETTERA CCLVIII
BLACKHEATH, il 22 agosto 1763
IL MIO CARO AMICO: Lei vuole, da questo posto, parli altri quel Dio
Egremont morì due giorni fa a causa di un'apoplessia; quale, dalla sua figura e
la pletora continua nella quale lui ha vissuto, ragionevolmente si sarebbe aspettato. Lei
chiederà a me che devo essere Segretario nella sua stanza: A che io rispondo, quello
Io non so. Io dovrei indovinare Dio Panino, essere riuscito nel
Ammiragliato di Charles Townshend; a meno che il Duca di Bedford a che sembra
ha preso a lui il reparto dell'Europa, dovrebbe avere una mente a lui.
Questo evento forse può produrre altri; ma, fino a questo accaduto,