Capitolo 23
da un temporale: Io spero che non è vero, nella piena estensione del rapporto; ma
Io credo che ha sofferto. Questo riempirebbe sulla misura di nostro
sfortune. Addio.
LETTERA CCXIII
Bagno, il 20 novembre 1757
IL MIO CARO AMICO: Io ora scrivo a Lei, perché io amo scrivere a Lei; e
speri che le mie lettere siano benvenute a Lei; per altrimenti me abbia molto poco
informarLa di. Il Re della tarda vittoria di Prussia Lei è migliore
informato, di che noi siamo qui. Ha dato la gioia infinita al
pubblico irriflessivo che non è consapevole che entra troppo tardi di anno
e troppo in ritardo nella guerra, essere frequentato con alcuno conseguenze molto grandi.
Ci sono sei o sette mila della specie umana meno che c'era
un mese fa, e quello sembra a me per essere tutti. Io ne sono comunque, contento,
su conto del piacere e la gloria del quale dà il Re
Prussia, a chi io desidero bene come un uomo, più che come un re. E certamente lui
è così grande un uomo che aveva lui visse diciassette o diciotto cento anni
fa, e la sua vita stata emessa a noi in una lingua che noi non potevamo
molto bene capisca--io voglio dire greco o Latino--noi avremmo dovuto parlare
di lui come noi ora facciamo del Suo Alexanders, i Suoi Cesare ed altri; con
chi, io credo, noi abbiamo ma un molto disdegni conoscenza. 'Reste di Au', io faccio
non veda che i suoi affari molto sono accomodati da questa vittoria. Lo stesso
combinazione dei grandi Poteri dell'Europa contro lui ancora si sostiene, e
finalmente deve prevalere. Io credo che l'esercito francese squaglierà via, come è
solito, in Germania; ma questo esercito è estremamente diminuito da battaglie,
fatiche, ed abbandono: e lui troverà le grandi difficoltà in
arruolandolo dai suoi propri domini già esausti. Lui deve
perciò, ed essere la volontà sicura, negozi privatamente coi francesi, e
trovi i migliori termini così che lui poteva alcuno altro.
Il rapporto dei tre ufficiali generali, il Duca di Marlborough, Dio
Giorgio Sackville, e Generale Waldegrave, fu posato di fronte al Re ultimo