Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Lettere a Suo Figlio sull'Art di Divenire un Uomo del Mondo ed un Gentiluomo, 1753-54

Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Capitolo 44

ministro;  quale il Segretario del Dio-tenente, se lui è un uomo di
affari, è supposto sempre, e comunemente con ragione, essere. Inoltre,
Io ora mi reputo per essere emeritus in affari nel quale io sono stato
quaranta anni vicini insieme;  Io lo rinuncio a Lei:  si applichi a lui, come
Io ho fatto, per quaranta anni, e poi io acconsento al Suo lasciarlo per un
pensionamento filosofico fra i Suoi amici ed i Suoi libri. Uomini di stato e
le bellezze sono assennate delle gradazioni del loro decadimento molto raramente;  e,
sperando sanguignamente troppo spesso di splendere su nel loro meridiano, spesso messo con
disprezzo e ridicolo. Io andai in pensione in durata, 'satur di conviva di uti'; o, come
Papa ancora dice migliora, Prima Ridacchiando Gioventù La Spingerà Da Il
PALCOSCENICO. La mia unica ambizione rimanente deve essere il consigliere e ministro di
la Sua ambizione sorgente. Mi permetta di vedere la mia propria gioventù rianimata in Lei;  mi permetta di essere
il Suo Mentore, e, con le Sue parti e conoscenza, io La prometto, Lei può
vada lontano. Lei deve portare, sulla Sua parte, l'attività ed attenzione;  ed io voglio
indichi a Lei gli oggetti corretti per loro. Io possiedo io temo ma una cosa
per Lei, e quello è che ha la minima ragione di temere da generalmente
una della Sua età;  Io intendo la Sua pigrizia;  quale, se Lei appaga, farà
Lei stagna in un'oscurità spregevole tutta la Sua vita. Impedirà
Lei dal fare niente che meriterà di essere scritto, o dallo scrivere
qualsiasi cosa che può meritare di essere letto;  ed ancora uno o altro di quelli due
oggetti dovrebbero essere puntati almeno a da ogni essere razionale.

Io reputo l'indolenza come un genere di Suicidio;  per l'uomo è effettivamente
distrusse, sebbene gli appetiti della bestia possono sopravvivere. Affari da no
vuole dire impedisce piaceri;  sul contrario, loro condiscono reciprocamente ognuno
altro;  ed io mi avventurerò affermare, che nessun uomo o gode in
perfezione che non congiunge ambo. Loro affilano l'un per l'altro il desiderio.
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