Capitolo 86
malato In qualche altro posto. Faccia complimenti da me ad Algarotti, ed opposto
con lui in italiano.
Io vado al Bagno, per una sordità che mi è stato afflitto la settimana prossima
con questi quattro o cinque mesi; e quale io si assicura che pompando mio
testa rimuoverà. Questa sordità, io possiedo, ha provato la mia pazienza; come ha
mi tagli da società, ad un'età quando io non avevo nessuno piaceri ma quelli
sinistra. Nel frattempo, io ho, leggendo e scrivendo, fece i miei occhi
provveda il difetto dei miei orecchi. Signora H-----, io suppongo, intrattenne ambo
il Suo similmente; comunque, io sono molto il gladiolo che Lei sia bene con lei; per lei
è un buono 'il proneuse', e soffi sono molto utili ad un giovane individuo al suo
ingresso nel mondo.
Se Lei dovesse rincontrarsi con Dio Pembroke, dovunque gli fabbricano molti
complimenti da me; e gli dice che io avrei dovuto scrivere a lui, ma
che io seppi come fastidioso deve essere ad un giovane un vecchio corrispettivo.
Lui molto è encomiato nei conti da Hannover.
Lei starà a Berlino nel momento in cui lungo come Lei piaccia lo, e più; e
da per questo motivo Lei è assolutamente domini di Suoi propri moti, o ad Il
Hague, o a Brussels; ma io penso che Lei farebbe meglio ad andare ad Il Hague
prima, perché che da per questo motivo Brussels sarà nel Suo modo a Calais,
quale è un passaggio molto migliore ad Inghilterra che da Helvoetsluys. I due
corti di Il Hague e Brussels valgono la Sua vista; e Lei vedrà
loro ambo a vantaggio, da vuole dire di Colonnello Yorke e Dayrolles. Addio.
Ecco abbastanza per questa volta.
LETTERA CLXXVIII
Londra, il 26 settembre 1752
IL MIO CARO AMICO: Come Lei impiego per lo più, o piuttosto completamente assorbe mio
pensieri, io vedo ogni giorno, con piacere in aumento la prospettiva equa
quale Lei L'ha prima. Io avevo due viste nella Sua istruzione; loro disegnano
più vicino e più vicino, ed io ora ho ragione molto piccola di diffidare di Suo
rispondendoloro pienamente. Quelli due erano, affari parlamentari e stranieri.