Capitolo 51
persegua, e è l'unico ritorno che io desidero per tutta la cura e
affezione di, il Suo.
LETTERA CLXVIII
Londra, maggio 31 O. S. 1752
IL MIO CARO AMICO: Il mondo è il libro, ed il solamente uno a che, a
presente, io posso Lei si ha applica; e la conoscenza completa di
sarà di più uso a Lei, che tutti i libri che mai sono stati letti.
Posi a parte ogni qualvolta il più buon libro che Lei può andare nella migliore società; e
dipenda su lui, Lei cambia per il meglio. Comunque, come il più più
vita tumultuosa, se di affari o piacere, foglie alcuno vacante
ogni giorno momenti nei quali un libro è il rifugio di un essere razionale, io
ora voglia dire indicare a Lei il metodo di assumere quelli momenti (quale
voglia e debba essere ma poco) nella maniera più vantaggiosa. Getti via
nessuno del Suo tempo su quelli libri banali, futili, pubblicò da inattivo o
autori di necessitous, per il divertimento di lettori inattivi ed ignoranti; così
genere di sciame di libri e ronzio approssimativamente uno ogni giorno; li agiti via, loro
non abbia pungiglione. 'Finem di pete di Certum', abbia dell'oggetto del uno per quelli
momenti di agio, ed intraprende quel oggetto fino a Lei invariabilmente ha raggiunto
esso; e poi prende degli altri. Per esempio, considerando la Sua destinazione,
Io La consiglierei a singolo fuori le ere più straordinarie ed interessanti
di storia moderna, e confina tutta la Sua lettura a quella Era. Se Lei impecia
sul Trattato di Munster (e quello è il periodo corretto per cominciare con,
nel corso che io ora sto raccomandando), non l'interrompa da
bagnando e deviando negli altri libri, unrelative a lui; ma consulta
solamente le storie più autentiche, lettere, monografie, e negoziazioni,
relativo a quella grande operazione; leggendo e comparandoli, con tutti
quella cautela e diffida di Bolingbroke raccomanda quale Dio a Lei, in un
migliore maniera, e nelle migliori parole che io posso. Il prossimo valore di periodo Suo
particolare conoscenza, è il Trattato dei Pirenei: quale fu calcolato