Capitolo 13
loro vanno via Londinesi questa settimana: ogni qualvolta Lei conversa con loro, io lo desidero
può essere in italiano; quella lingua che non è familiarizzato ancora abbastanza a Lei.
Dalle nostre carte stampate, là sembra essere un genere di compromesso fra il
Re ed il parlamento, con riguardo agli affari degli ospedali da
prendendoli delle mani dell'Arcivescovo di Parigi, e mettendoli
in Monsieur d'Argenson: se questo è vero, che compromesso, come è
chiamato, chiaramente è una vittoria sul lato della corte, ed una sconfitta su
la parte del parlamento; per se il parlamento avesse una destra, loro avevano
esso come molta all'esclusione del d'Argenson di Monsieur come dell'Arcivescovo.
Addio.
LETTERA CLVIII
Londra, febbraio 6 O. S. 1752.
IL MIO CARO AMICO: La Sua critica di Varon è severamente solo; ma, in verità,
severo. Lei critichi francesi cercano per una colpa come impazientemente come io faccio per un
bellezza: Lei considera cose nella luce peggiore, mostrare la Sua abilità a
la spesa del Suo piacere; Io li vedo nel meglio, che io posso avere
più piacere, sebbene alla spesa di giudizio mio. Un 'trompeur trompeur
et demi' è detto bellamente; e, se Lei per favore, Lei può chiamare 'Varon, un
Normand, e 'Sostrate, un Manceau, un di vaut di qui demi di et di Normand'; e,
in considerazione del 'l'epilogo' nella luce di trucco su trucco, può,
indubbiamente sia sotto la dignità del buskin, e sarto per il getti.
Ma ci permise di vedere se noi non possiamo portare via l'autore. La grande domanda su
quale tutte le svolte, è scoprire ed accertare chi Cleonice realmente è.
Ci sono dubbi riguardo a lei 'l'etat'; come saranno chiariti? Aveva
la verità stata estorta da Varon (chi seppe da solo) dall'intelaiatura, può,
è stato un vero tragico 'l'epilogo.' Ma quello non avrebbe probabilmente
fatto con Varon che è rappresentato come un grassetto determinò, cattivo, ed a
quella durata individuo disperato; per lui era nelle mani di un nemico che lui