Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Lettere a Suo Figlio sull'Art di Divenire un Uomo del Mondo ed un Gentiluomo, 1751

Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Capitolo 56

amministri, una signora, un superiore, un uguale, ed inferiore, ecc. Impari a fare sedere
distintamente in società diverse;  pendere distintamente, e con buono
manners, in quelle società dove Lei è autorizzato per essere libero, ed a
sieda rispettosamente su dove non è ammissibile la stessa libertà. Impari anche
comporre la Sua espressione al rispettoso di quando in quando, l'allegro,
e l'insinuare. Si prenda la particolare cura che i moti delle Sue mani
e braccio sono facili ed aggraziate;  per il genteelness di un uomo più consiste
in loro che in qualsiasi cosa altro, specialmente nell'il suo ballare. Desideri alcuni
donne per dirgli di alcuna piccola goffaggine nella quale loro osservano Suo
carrozza;  loro sono i migliori giudici di quelle cose;  e se loro sono
soddisfatto, gli uomini così anche saranno. Ora pensi solamente alle decorazioni. È
Lei informò con Signora Geoffrain che ha la molta intelligenza;  e
chi, io sono informato, riceve solamente la società molto migliore di casa sua? Faccia
Lei sa du di Signora Uniscono che, io ricordo, aveva la bellezza, ed io sento ha l'intelligenza
e leggendo? Io potrei augurargli conversare solamente con quelli che, o
dalla loro fila, il loro merito, o la loro bellezza, richieda costante
attenzione;  per un giovane non può migliorare mai in società dove lui pensa
lui può trascurarsi. Un arco nuovo deve essere tenuto curvo continuamente;  quando esso
cresce più vecchio, e ha preso la svolta corretta, ora e poi può sia
rilassato.

Io ho questo momento pagato la Sua cambiale di L89 75s.; fu firmato all'entrata un molto
buona mano;  quale prova che una buona mano può essere scritta senza il
assistenza della magia. Nulla mi provoca molto più, che sentire persone
indolentemente dice che loro non possono fare, quello che è in ognuno il potere per fare,
se è ma nella loro volontà. Addio.




LETTERA CXLI

Londra, maggio 6 O. S. 1751.

IL MIO CARO AMICO:  I migliori autori sono i critichi di severest di sempre loro
propri lavori;  loro revisionano, corregga, archivi, e li levighi, coltivi loro pensano
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