Capitolo 81
assaggi, li accompagna con decenza, e li gode con dignità. Poco
uomini possono essere uomini di piacere, ogni uomini possono essere un'inclinazione. Ricordi che io
saprà tutto Lei dice o fa a Parigi, come precisamente come se, dal
forza della magia, io potrei seguirlo dappertutto, come un sylph o un gnomo,
impercettibile io. Dice Seneca, molto bellamente, quello dovrebbe chiedere a nulla
di Dio, ma che dovrebbe essere disposto che uomini dovrebbero sapere; né di uomini,
ma che dovrebbe essere disposto quel Dio dovrebbe sapere. Io La consiglio di dire
e non fa niente a Parigi, ma quello che Lei sarebbe disposto che io devo
sappia. Io spero, no, io credo, quello sarà il caso. Senta, io sfido dica,
Lei non vuole; istruzione, io sono sicuro, Lei non ha voluto mai:
esperimenti Lei è guadagnando quotidiano: tutti che devono insieme inevitabilmente (io
dovrebbe pensare) gli fabbrichi ambo 'et aimable rispettabile', la perfezione di un
carattere umano. In quel caso nulla vorrà da parte mia, e
Lei esperimenterà solidamente tutta l'estensione e tenerezza di mio
l'affezione per Lei; ma temè il rovescio di ambo! Addio!
P. S. Quando Lei arriva a Parigi, dopo che Lei è stato aspettare su Dio
Albemarle, vada a vedere il Sig. Yorke per che io ho le particolari ragioni
desiderando che Lei dovrebbe essere bene con, come io spiegherò in futuro
Lei. Gli faccia sapere che i miei ordini, e le Sue proprie inclinazioni, cospirate a
faccia che Lei desideri la sua amicizia e protezione.
LETTERA CXXII
IL MIO CARO AMICO: Io gli ho spedito così molte lettere preparatorie per Parigi,
che questo, quali La soddisferanno là, sarà solamente un sommario di loro
tutti.
Lei ha fatto fin qui mai avere più libertà che qualcuno di età Sua; e
Io devo farLa la giustizia per possedere, che Lei se ne è avvalso un migliore
che la maggior parte di persone della Sua età avrebbero fatto; ma poi, sebbene Lei aveva
non un carceriere, Lei aveva un amico con Lei. A Parigi, Lei non solo sarà,