Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Lettere a Suo Figlio sull'Art di Divenire un Uomo del Mondo ed un Gentiluomo, 1750

Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Capitolo 58


"La gentilezza, in monarchie è naturalizzata a corte. Uno equipaggia smodatamente
grande rende poco ognuno altro. Da adesso quel riguardo al quale è pagato
le nostre individuo-soggetto;  da adesso quella gentilezza, accomodando ugualmente a quelli da
chi, come a quelli verso chi, è praticato,;  perché dà persone
capire che una persona davvero appartiene, o almeno merita a
appartenga, alla corte.

"Un'aria di corte consiste nel finire un vero per una grandezza presa in prestito. Il
secondo accomoda il cortigiano più del primo. L'inspira con un
certa modestia sdegnosa che si mostra esternamente ma cui
l'orgoglio diminuisce insensibilmente in proporzione alla sua distanza dalla fonte
di questa grandezza.

"A corte noi troviamo una delicatezza di gusto in tutto;  un delicatezza sorgendo
dall'uso continuo delle superfluità della vita;  dalla varietà, e
specialmente la sazietà di piaceri;  dalla molteplicità ed anche
confusione di voglie che, se loro non sono d'accordi, è sicuro di essere
bene ricevette.

"Queste sono le cose delle quali propriamente precipitano all'interno della provincia
istruzione per formare quello che noi chiamiamo un uomo di onore, un uomo possedette
di tutte le qualità e le virtù richiesto in qualche genere di governo.

"Qui è quel onore interferisce con tutto, mentre mescolando anche con
la maniera di persone di pensare, e dirigendo i loro molti principi.

"A questo onore capriccioso sta dovendo che le virtù sono quelle che
accomoda;  aggiunge regole di sua propria invenzione a tutto prescritto
a noi;  estende o limita i nostri doveri secondo la sua propria voglia,
se loro procedono da religione, politica, o la moralità.

"Non c'è niente così inculcò fortemente in monarchie, dalle leggi da
religione, ed onora, come sottomissione alla volontà del Principe, ma questo molto
onore ci dice, che il Principe non dovrebbe comandare mai un disonorevole
azione, perché questo ci renderebbe incapace di servizio lui.

"Crillon rifiutò di assassinare il Duca di Sembianza, ma offrì di lottare
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