Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Lettere a Suo Figlio sull'Art di Divenire un Uomo del Mondo ed un Gentiluomo, 1750

Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Capitolo 32

commonest, e le ultime edizioni sono le meglio sempre, se i redattori sono
non le forme per cappelli, per loro possono trarre profitto del primi. Ma non si prende cura a
capisca troppo bene edizioni e titolo-pagine. Odora di sempre
pignoleria, e non sempre della cultura. Che libri curiosi io ho--loro sono
effettivamente ma poco--sarà al Suo servizio. Io ho alcuno del vecchio Collana,
ed il Machiavel di 1550. Si guardi da del 'Bibliomanie.'

Nel mezzo dei Suoi studi o i Suoi piaceri, non preghi mai perda
prospettiva dell'oggetto della Sua destinazione:  Io intendo gli affari politici di
L'Europa. Li segua politicamente, cronologicamente e geograficamente,
attraverso i giornali, e traccia sui fatti che Lei soddisfa con là
alle loro fonti:  come, per esempio, consulti i trattati Neustadt ed Abo,
con riguardo alle dispute che Lei lesse di ogni giorno nel pubblico
carte, tra Russia e la Svezia. Per gli affari di Italia che è
riportato essere gli oggetti di negoziazioni presenti, rivada al
alleanza quadrupla dell'anno 1718, e li segue in giù attraverso loro
molte variazioni al trattato di Aix-la-Chapelle, 1748;  in che (da
il ciao) Lei troverà le tenute molto diverse da che il Don Infantile
Filippo, il Suo omonimo tiene Parma e Placentia. Consulti, anche, il
Imperatore Charles il sesto Atto di Cessione dei regni di Napoli e
La Sicilia, essendo un punto che, sulla morte del Re presente della Spagna,
è probabile causare delle dispute;  non perda il filo di questi
questioni;  quale è continuato col grande agio, ma se una volta rotto, è
ricapitolato con difficoltà.

Preghi dice al Sig. Harte, che io ho spedito il suo pacchetto a Barone Firmian da
Conti Einsiedlen che è andato da questo giorno per la Germania da adesso e passaggi
attraverso Vienna nel suo modo ad Italia;  dove è nelle speranze di attraversare su lui
Lei in qualche luogo o altro. Addio, il mio amico.




LETTERA CIX

Londra, marzo 29 O. S. 1750

IL MIO CARO AMICO:  Lei ora è, io suppongo, a Napoli, in una scena nuova di
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