Capitolo 25
Non perda nessuna durata, il mio caro bambino io lo scongiuro, nel formare il Suo gusto Suo
manners, la Sua mente Suo tutto; Lei ha ma il tempo di due anni per fare
esso in; per qualunque cosa Lei è, ad un certo grado, a venti Lei sarà,
più o meno, tutto il resto di vita Sua. Possa essere un lungo e felice.
Addio.
LETTERA CVI
Londra, febbraio 22 O. S. 1750
IL MIO CARO AMICO: Se gli italiani della Sua lettera a Signora Chesterfield era
tutti Suo proprio, io sono molto bene soddisfatto col progresso che Lei ha
fatto in quella lingua in così corto un tempo; secondo quella gradazione,
Lei vuole, in una durata molto piccola più, sia master di lui. Ometta al
Ambasciatore francese, io credo che Lei sente raggio solamente italiano; per il
Italiani parla francese molto piccolo, e quello piccolo generalmente molto malato.
I francesi sono pari con loro, e generalmente parla italiano come malato; per io
mai non seppe un francese nella mia vita che potrebbe pronunciare i ce italiani, ci,
o ge, gi. Il Suo desiderio di accomodare le signore romane darà chiaramente
Lei non solo il desiderio, ma i mezzi di elegantemente parlarloro in
loro propria lingua. Il Principessa Borghese, io sono detto, parla ambo francese
malato e controvoglia; e perciò Lei dovrebbe fare un merito a lei di Suo
domanda alla sua lingua. Lei è, da qualche genere di prescrizione (più da molto
che lei probabilmente desidererebbe), alla testa del 'monde dell'accompagnatore' a Roma;
e può, di conseguenza, stabilisca o distrugga un giovane individuo è alla moda
carattere. Se lei lo dichiara 'l'amabile e leggiadro', altri penseranno
lui così, o almeno quelli che fanno non oseranno dire così. C'è
in ogni grande città alcuni tali donne le cui fila, la bellezza, e la fortuna hanno
cospirato a metterli alla testa della maniera. Loro generalmente hanno
stato coraggioso, ma all'interno dei certi confini decenti. I loro coraggi hanno
insegnato, loro ed i loro ammiratori, buono-incrociando; senza che loro