Capitolo 23
Petrarca è, nella mia mente, un cantileni, poeta amore-ammalato; molto ammirò,
comunque, dagli italiani: ma un italiano che dovrebbe pensare nessuno migliore di
lui che io faccio, certamente direbbe che lui meritò suo 'Laura' meglio
che suo 'Lauro'; e quel gioco di parole disgraziato sarebbe calcolato un
pezzo eccellente dell'intelligenza italiana.
I prosa-scrittori italiani (di invenzione io voglio dire) quale io raccomanderei
alla Sua conoscenza, è Machiavello e Boccacio; il primo, per il
reputazione stabilita che lui ha acquisito, di un completi statista
(purchessia i miei propri sentimenti privati possono essere della sua politica o il suo,
moralità): il secondo, per la sua grande invenzione e per suo naturale e
maniera d'accorda di raccontare le sue storie.
Guicciardini, Bentivoglio Davila, ecc. sono storici eccellenti, e
meritato di essendo letto con attenzione. La natura di controlli di storia, un
poco, i voli delle immaginazioni italiane; quale, in lavori di
invenzione, è davvero molto alto. Traduzioni ancora li tengono a freno più: e
le loro traduzioni del classics sono incomparabili; particolarmente il
prima dieci, tradusse di durata di Leone il decimo, e scrisse a lui,
sotto il titolo di Collana. Quel Collana originale è stato allungato
da allora; e se io non mi sbaglio, ora consista di cento e dieci volumi.
Da quello che ho detto io, Lei indovinerà facilmente, che io volli dire metterLa su
la Sua guardia; e non lasciò la Sua voglia sia abbagliato ed il Suo gusto corruppe da
il concetti, il quaintnesses, e pensieri falsi che sono troppo
le caratteristiche degli autori italiani e spagnoli. Io penso che Lei è
in nessun grande pericolo, come il Suo gusto è stato formato sul più buon vegliardo
modelli, gli autori greci e Latini delle più buon secoli che appagano
loro in nessune delle puerilità io ho suggerito a. Io penso che io posso
dica, con verità; quella vera intelligenza, gusto di suono, ed il buon senso ora sono, come
sia, assorbì da Francia e l'Inghilterra. Le Sue vecchie conoscenze, il