Capitolo 65
panegyrics di lui, mi fa sperare che ci sono similmente molto
la verità nei suoi encomi di Lei. È Lei accomodò con, ed orgoglioso del
reputazione che Lei già ha acquisito? Certamente Lei è, per io sono sicuro
Io sono. Farà qualsiasi cosa per diminuire o perderlo? Certamente Lei non vuole.
E non farà tutti Lei inscatola estendere ed aumentarlo? Certamente Lei
volontà. Sta seguendo solamente per un anno ed una metà più lungo, come Lei è andato
su per l'il ultimo passato di due anni, e dedicando solamente metà il giorno a
domanda; e Lei sarà sicuro per fare la più prima figura e la fortuna
nel mondo che mai uomini fecero. Addio.
LETTERA LXXXII
Londra, settembre 22 O. S. 1749.
CARO RAGAZZO: Se io avessi la fede in philters e pozioni di amore, io dovrei sospettare
che Lei aveva dato a Signore Charles Williams alcuni, dalla maniera in che lui
parla di Lei, non solo a me ma ad ognuno altro. Io non ripeterò
a Lei quello che lui dice dell'estensione e correttezza della Sua conoscenza, come
è probabile che La faccia o vano, o La persuade che Lei già aveva
abbastanza di quello che nessuno può avere troppo. Lei immaginerà facilmente quanti
domande che io ho fatto, e come attentamente io lo setacciai su soggetto Suo; lui
mi risposto, ed io sfido dica con verità, nel momento in cui me avrebbe potuto desiderare; fino a
soddisfatto completamente coi suoi conti del Suo carattere ed imparando, io
chiesto nelle altre questioni, intrinsecamente davvero di meno conseguenza,
ma ancora di grande conseguenza ad ogni uomo, e di più a Lei che a
pressocché alcun uomo: Io voglio dire, il Suo indirizzo, manners, ed aria. A questi
domande, la stessa verità che lui aveva osservato prima l'obbligarono a
mi dia molte risposte meno soddisfacenti. E come lui si pensò, in
amicizia ambo a Lei e me, obbligò a dirmi lo sgradevole come
sullo stesso principio io mi penso bene come le verità d'accorde,
obbligato a ripeterli a Lei.
Lui mi disse poi, che in società Lei frequentemente sia più Provocatoriamente