Capitolo 63
ma io ho vergogna.
Stanhope. Io ho né vergogna né impaurito; Io sono molto, facile con loro;
loro sono molto facili con me; Io trovo la lingua, ed io vedo loro
caratteri, conversando con loro; e quello è quello che noi siamo spediti all'estero
per, è non?
Inglese. Io odio la società delle Sue donne modeste; le Sue donne di maniera come
loro chiamano 'l'em; cosa per dire a loro, per la mia parte non so io.
Stanhope. Ha conversato mai con loro?
Inglese. No; Io non conversai mai con loro; ma è stato in qualche volta
la loro società, sebbene molta contro la mia volontà.
Stanhope. Ma almeno loro L'hanno fatto nessun male; quale è, probabilmente,
più di Lei può dire delle donne con le quali Lei conversa.
Inglese. Quello è vero, io possiedo; ma per tutti che, io terrei piuttosto
società col mio chirurgo mezzo l'anno, che con le Sue donne di maniera
il tondo di anno.
Stanhope. Gusti sono diversi, Lei sa, ed ogni uomo segue suo proprio.
Inglese. Quello è vero; ma thine è un diabolico dispari, Stanhope. Tutti
mattina con asciutto-balia di thy; tutta la sera in società eccellente e formale; e
tutto il giorno impaurito di Vecchio Papà in Inghilterra. Tu l'arte un individuo strano, e
Io ho paura non c'è niente per essere fatto di thee.
Stanhope. Io ho paura così anche.
Inglese. Bene, poi, la buona notte a Lei; Lei non ha obiezione, io spero,
al mio essere a-notte ubriaca che io certamente sarò.
Stanhope. Non nel minimo; né al Suo essere ammalato domani, quale Lei come
certamente sarà; e notte così buona, anche.
Lei osserverà, che io non ho messo nella Sua bocca quelli buono
argomenti che su tale occasione possono, io sono sicuro, accada a Lei; come
la pietà e l'affezione verso me; riguardo e l'amicizia per il Sig. Harte;
rispetti per il Suo proprio carattere morale, e per tutti i doveri relativi di
uomo, figlio, alunno, e cittadino. Argomenti così solidi sarebbero gettati via
su tali cuccioli poco profondi. Li lasci alla loro ignoranza ed a loro