Capitolo 59
lo stile era facile e naturale, ed i francesi abbastanza corretto. C'era
quindi poco biasimano nell'ortografia che un poco più osservazione del
i migliori autori francesi gli fabbricherebbero un padrone corretto di quello necessario
lingua.
Io non celerò da Lei, che io ho avuto ultimamente straordinario buono
conti di Lei, da una persona inaspettata e giudiziosa che mi promette
che, con un poco più del mondo, il Suo manners e la volontà di indirizzo
uguagli la Sua conoscenza. Questo è il più piacevole a me, come quegli era il
due articoli dei quali io ero il più dubbioso. Queste raccomandazioni vogliono
non, io sono persuaso, La faccia vano e coxcomical, ma solamente L'incoraggia
seguire nel modo corretto.
LETTERA LXXXI
Londra, settembre 12 O. S. 1749.
CARO RAGAZZO: Sembra straordinario, ma è molto vero, che la mia ansia
per Lei aumenti in proporzione ai buoni conti della quale io ricevo
Lei da tutte le mani. Io così molto mi prometto da Lei, che io temei il
minima delusione. Lei ora è così vicino il porto che io ho così lungo
desiderato e lavorò apportargli cassaforte, che la mia preoccupazione sarebbe
raddoppiato, La debba sia naufragato all'interno di vista di lui. L'oggetto,
perciò, di questa lettera è (posando a parte tutta l'autorità di un genitore)
dall'affezione per scongiurarLa come un amico, Lei ha per me (e certamente
Lei ha ragione di avere alcuni), e dal riguardo Lei ha per Lei,
seguire, con assiduità ed attenzione per completare quel lavoro che, di
Lei ha continuato così bene in ritardo, e quale ora è essere così vicino
finito. I miei auguri ed il mio piano erano farLa splendere e distinguono
Lei ugualmente nel dotto ed il mondo gentile. Poco sono stati capaci
farlo. La cultura profonda è generalmente contaminata con pignoleria, o almeno
disadorno da manners: come, d'altra parte manners gentile e la svolta
del mondo è troppo spesso senza sostegno da conoscenza, e di conseguenza la fine
spregevolmente, nella dissipazione frivola di disegno-stanze e ruelles.