Capitolo 24
influenze.
Io non posso finire questa lettera o (io credo) alcuno altro, senza ripetere mio
raccomandazione di Le Grazie. Loro saranno soddisfatti con a Torino: per Dio
causa, sacrifichi a loro, e loro saranno fasti. Persone si sbagliano
grezzamente, immaginare che la minima goffaggine, o in questione o
maniera, mente o corpo sono una cosa indifferente e non degno di
attenzione. Possibilmente può essere una debolezza in me, ma in corto noi siamo tutti
quindi fece: Io confesso equamente a Lei, che quando Lei ritornerà a casa e quello
Io La vedo prima, se io La trovo sgraziato nel Suo indirizzo, e goffo in
la Sua persona e veste, sarà impossibile per me per amarLa mezzo così
bene come io dovrei fare altrimenti, faccia il Suo merito intrinseco e conoscenza è
mai così grande. Se quello fosse il Suo caso con me, come realmente può,
giudice quanto peggio sarebbe con altri che non hanno lo stesso
l'affezione e la parzialità per Lei, ed a cui i cuori Lei deve fare Suo
proprio modo.
Ricordi scrivere a me continuamente mentre Lei è in Italia, nel tedesco
lingua e carattere, coltivi Lei può scrivere a me in italiano; quale volontà
non sia fino a Lei è stato della durata a Roma.
Addio, il mio caro ragazzo: Lei possa risultare quello che il Sig. Harte ed io gli auguriamo. IO
deve aggiungere che se Lei non fa, sarà la Sua propria colpa e Suo proprio
sfortuna.
LETTERA LXX
Londra, maggio 15 O. S. 1749.
CARO RAGAZZO: Questa volontà di lettera, io spero, trovi Lei stabilì Suo serio
studi, ed i Suoi esercizi necessari a Torino, dopo la fretta ed il
la dissipazione del Carnevale a Venezia. Io voglio dire che il Suo soggiorno a Torino
debba, ed io adularemi che esso la volontà, sia un utile ed ornamentale
periodo della Sua istruzione; ma alla stessa ora che io devo dirgli, che tutti
la mia affezione per Lei non mi ha dato mai ancora così molta ansia, come quello
quale io ora sento. Mentre Lei è in pericolo, io sarò in paura; e Lei
è in pericolo a Torino. Il Sig. Harte vogliono dal suo braccio di cura Lei così come lui