Capitolo 17
lui deve ne essere un migliore giudice che Lei possibilmente può essere alla Sua età.
Mentre lui è soddisfatto, io così anche sarò; ma ogni qualvolta lui è scontentato
con Lei, io sarò più così molto. Se lui si lagna, Lei deve essere colpevole;
ed io non avrò il minimo riguardo per qualsiasi cosa nel quale Lei può dichiarare
Sua propria difesa.
Io ora gli dirò quello che io mi aspetto ed insisto su da Lei a Torino:
Prima, che Lei intraprende i Suoi studi classici ed altri ogni mattina
col Sig. Harte, come lungo ed in maniera purchessia il Sig. Harte saranno lieti
richiedere; in secondo luogo, che Lei impara, ininterrottamente, i Suoi esercizi di
cavalcando, ballando, e recingendo; in terzo luogo, che Lei si fabbrica padrone di
la lingua italiana; ed ultimamente, che Lei passa le Sue sere nel meglio
società. Io richiedo anche un conformismo severo alle ore e regole del
Accademia. Se Lei vuole ma finisce il Suo anno in questa maniera a Torino, io ho
nulla ulteriore chiedere di Lei; ed io gli darò tutto che Lei
può chiedere di me. Lei può dopo quello sia padrone completamente Suo proprio; Io posso
La pensi cassaforte; poserà a parte ogni autorità su Lei, e l'amicizia
sarà la nostra cravatta reciproca ed unica. Pesi questo, io imploro di Lei, intenzionalmente
nella Sua propria mente; e considera se la domanda ed il grado di
limitazione che io richiedo ma per un anno più, non sarà rimborsato ampiamente
da tutti i vantaggi, e la libertà perfetta alla quale Lei riceverà
la fine di lui. La Sua propria buon volontà di senso, io sono sicuro, non La permetta a
esiti un momento nella Sua scelta. Dio La benedice! Addio.
P. S. Signore James Grey lettere che non sono spedite ancora a me, come io pensai
loro possono, io li includerò nel mio prossimo, quale io credo arriverà
Venezia appena Lei.
LETTERA LXVII
Londra, aprile 12 O. S. 1749.
CARO RAGAZZO: Io ricevetti, dall'ultima posta, una lettera dal Sig. Harte, datato