Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Lettere a Suo Figlio sull'Art di Divenire un Uomo del Mondo ed un Gentiluomo, 1749

Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Capitolo 16

se il Sig. Harte mi informa o non dei dettagli, io sarò capace
giudicare della Sua condotta in generale dalla durata del Suo soggiorno a Torino. Se
è corto, io saprò perché;  ed io La prometto, che Lei può presto
scoperta che io faccio;  ma se il Sig. Harte Le permette di continuare là, finché io
proponga che Lei deve, io si convincerà poi che Lei fa il
uso corretto del Suo tempo;  quale è l'unica cosa io devo chiedere di Lei.
Un anno è il più più che io gli propongo dovrebbe stare a Torino;  e quello
anno, se Lei l'assume bene, La perfeziona. Un anno più di Suo in ritardo
domanda, col Sig. Harte completerà i Suoi studi classici. Lei
sarà similmente master dei Suoi esercizi in quella durata;  ed avrà
si formato così bene a quella corte, come essere appropriato per apparire
vantaggiosamente ad alcuno altro. Questi saranno gli effetti felici di Suo
il soggiorno di anno a Torino, se Lei si comporta, e si applica come Lei là abbia
fatto a Leipsig;  ma se entrambi consiglio malato, o esempio malato, colpisca e
La seduca, Lei è rovinato per sempre. Io reputo quel anno come Suo
anno decisivo di prova;  superi bene esso, e Lei sarà tutto
compiuto, e fisso nella mia affezione di tenderest per sempre;  ma deve il
contagio di vizio dell'ozio presa laica di Lei là, il Suo carattere, Suo
accada, le mie speranze, e di conseguenza il mio favore è tutto danneggiati, e Lei è
soppresso l'effetto di una modifica. Il più io ora L'amo, dalla buona opinione io ho di Lei, il
più grande sarà la mia indignazione se io dovessi avere ragione di cambiarlo.
Fin qui Lei ha avuto ogni possibile prova della mia affezione, perché Lei
l'ha meritato;  ma quando Lei cessa meritarlo, Lei può aspettarsi ogni
possibile marchio del mio risentimento. Non lasciare niente dubbioso su questo
importante punto io gli dirò equamente, in anticipo da che regola io posso
giudice della Sua condotta--dai conti dei Sig. Harte. Lui non vuole io sono sicuro,
no, io dirò più, lui non può essere nel male con riguardo a Lei. Lui
non può avere altra vista ma Suo buono;  e Lei vuole, io sono sicuro, permetta quello
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