Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Lettere a Suo Figlio sull'Art di Divenire un Uomo del Mondo ed un Gentiluomo, 1748

Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Capitolo 82

carrozza distinta ed abituale e maniera di presentarsi.

Siccome io sono sulle piccole cose, io devo menzionare un altro, quale, tuttavia
piccolo abbastanza in se stesso, ancora come accade a, minimo una volta in ogni giorno,
merita dell'attenzione;  Io intendo Intaglio. Lei L'usa per intagliare
ADROITLY e distintamente, senza tagliare metà un'ora attraverso un osso;
senza bespattering la società con la salsa;  e senza rovesciare
gli occhiali nelle tasche del Suo vicino di casa? Questi awkwardnesses sono
estremamente sgradevole;  e, se spesso ripetuto, porti ridicolo. Loro sono
molto evitò facilmente da una piccola attenzione ed uso.

Come soever trascurabile che queste cose possono sembrare, o realmente è in loro,
loro non sono più così quando sopra di metà il mondo li pensa altrimenti.
E, come io L'avrei 'ornatum omnibus--rebus di excellere', io penso
nulla sopra di o sotto la mia punteggiatura fuori a Lei, o il Suo eccellendo in.  Lei
abbia i mezzi di farlo, e La calcoli prima per avvalersi di loro. Prenda
la mia parola per lui, io ora chiedo a nulla ma quello che Lei vuole, venti anni da adesso,
più di cuore desidera che Lei aveva fatto. Attenzione a tutti queste cose, per
i prossimi due o tre anni, La salverà guaio infinito e senza fine
rammarichi in futuro. Lei, nel corso intero di vita Sua ha nessuno
ragioni per alcuno uno solo rammarico! Addio.

Il Suo vasellame di Dresda è arrivato, ed io l'ho spedito al Suo Mamma.




LETTERA LII

Londra, settembre 27 O. S. 1748.

CARO RAGAZZO:  Io ho ricevuto la Sua "Conferenza Latina su Guerra" che sebbene esso
non è precisamente gli stessi latini che Cesare, Cicerone Horace, Virgil e
Ovid parlò, è, comunque, come il buon latino come i tedeschi eruditi parli o
scriva. Io ho osservato sempre che le persone più dotte che sono,
quelli che hanno letto il più Latino, scriva il peggiore;  e quello
distingue i latini di studioso di gentiluomo da quello di un saccente. Un
gentiluomo, probabilmente non ha letto altro latino che quello dell'Augustan
età;  e perciò non può scrivere altro, mentre il saccente ha letto molto
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