Capitolo 44
liti là, per i piccoli stati, come Ferrara Parma,
Montserrat, ecc.
I Papi, coltivi ultimamente, ha preso una parte considerevole sempre, ed aveva
la grande influenza negli affari dell'Europa; le loro scomuniche, tori,
e le indulgenze, stette in piedi invece di eserciti di durata dell'ignoranza e
fanatismo; ma ora quell'umanità è informata meglio, l'autorità spirituale
del Papa non solo è riguardato meno, ma pari disprezzò dal cattolico
principi stessi; e la sua Santità davvero è poco più che Vescovile
di Roma, col grande temporalities che non è probabile che lui tenga più da molto
che fino agli altri più grandi poteri in Italia i loro conveniency troveranno
nel prenderli da lui. Fra i Papi moderni, Leone il decimo, Alessandro
il sesto, e Sextus Quintus, meriti il Suo particolare avviso; il primo,
fra le altre cose, per suo proprio imparare ed assaggia, e per il suo
incoraggiamento delle arti che rianimano e scienze in Italia. Sotto il suo
protezione, i classics greci e Latini furono tradotti più eccellentemente
nell'italiano; dipingendo fiorì ed arrivò alla sua perfezione; e
scultura venne così vicina i vegliardi che i lavori del suo tempo, ambo in
marmo e bronza, ora è chiamato Antico-Moderno.
Alessandro che il sesto, insieme col suo naturale figlio Cesare Borgia era
famoso per la sua cattiveria in che lui, e suo figlio anche, superò tutti
immaginazione. Le loro vite valgono bene la Sua lettura. Loro furono avvelenati
loro dal vino avvelenato che loro avevano preparato per altri; il
padre ne morì, ma Cesare recuperò.
Sixtus il quinto era il figlio di un swineherd, e si elevò al
popedom dalle sue abilità: lui era un grande briccone, ma un capace e singolare
uno.
Ecco la storia abbastanza per a-giorno: Lei ne avrà più presto. Addio.
LETTERA XLII
Londra, giugno 21 O. S. 1748.
CARO RAGAZZO: La Sua enunciazione molto cattiva così molto funziona nella mia testa, e mi dà
tale vera preoccupazione, che sarà il soggetto di questo, e, io credo,
di molti più lettere. Io mi congratulo con Lei e me, che, era