Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Lettere a Suo Figlio sull'Art di Divenire un Uomo del Mondo ed un Gentiluomo, 1746-47

Earl of Philip Dormer Stanhope Chesterfield

Capitolo 8

Comunque frivolo una società può essere, ancora, mentre Lei è fra loro, faccia
non li mostri, dalla Sua disattenzione che Lei li pensa così;  ma piuttosto
prenda il loro tono, ed adatti in del grado alla loro debolezza, invece di
manifestando il Suo disprezzo per loro. Non c'è niente che persone nascono
più impazientemente, o perdona meno, che il disprezzo;  ed un danno è molto
più presto dimenticato che un insulto. Se, Lei accomoderebbe piuttosto perciò,
che offenda, piuttosto sia bene che malato parlato di, piuttosto sia amato che
odiato;  ricordi avere quell'attenzione di costante circa Lei quale adula
la piccola vanità di ogni uomo;  e la mancanza di che, mortificando il suo
orgoglio, mai non riesce ad eccitare il suo risentimento, o almeno la sua volontà malata.
Per esempio, più persone (è probabile che io dica tutte le persone) abbia il loro weaknesses;
loro hanno le loro avversioni e le loro simpatie, a tale o tali cose;  quindi
che, se Lei fosse ridere ad un uomo per la sua avversione ad un gatto, o formaggio
(quali sono le antipatie comuni), o, da disattenzione e la negligenza, lasciare
loro entrano nel suo modo, dove Lei potesse impedirgli, lui può, nel primo
caso, pensi lui insultò, e, di secondo, disdegnò, e può
ricordi ambo. Mentre la Sua cura per procurare per lui quello che gli piace, ed a
rimuova da lui quello che lui odia, lo mostra che lui è almeno un oggetto di
la Sua attenzione;  adula la sua vanità, e possibilmente lo fa più Suo
amico, che un più importante servizio avrebbe fatto. Con riguardo a
donne, attenzioni sono ancora sotto questi necessarie, e, dal costume di
il mondo, in della quota di misura, secondo le leggi di buono-incrociare.

Le mie lettere lunghe e frequenti che io gli spedisco, nel grande dubbio di loro
successo, mi metta in mente di certe carte che Lei ha molto ultimamente,
ed io precedentemente, spedì su ad aquiloni, lungo la sequenza che noi chiamammo
messaggeri;  alcuni di loro che il vento volava via, altri furono lacerati da
la sequenza, e ma pochi di loro si svegliarono e bloccato all'aquilone. Ma io voglio
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