G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

L'Età vittoriana in Letteratura

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 65


Là raggruppa tondo questi due grandi romanzieri un gruppo considerevole di
buoni romanzieri che più o meno rispecchiano il loro umore mezzo-vittoriano. Wilkie
Si può dire che Collins sia in così un minore Dickens ed Anthony,
Trollope un minore Thackeray. Wilkie Collins è principalmente tipico del suo
momento di entrata questo rispetto:  che mentre le sue concezioni morali e religiose
era meccanico come le sue cospirazioni fittizie ed attentamente costruite,
lui informò ciononostante il secondo con un genere di misticismo involontario
quale trattò completamente col lato più scuro dell'anima. Per questo uno era
del più particolare dei problemi della mente vittoriana. L'idea di
il soprannaturale forse era a come minimo un declino come mai aveva
stato--certamente molto più basso di lui. Ma nonostante questo, ed in
dispetto di un certo cheeriness etico che era pressocché _de rigueur_--il
resti di fatto strani che l'unico genere di supernaturalism il
Victorians permise alle loro immaginazioni era un supernaturalism triste. Loro
avrebbe storie di fantasma, ma non le storie di santi. Loro potrebbero baloccarsi
con la maledizione o profezia di unpardoning di una strega, ma non col
il perdono di un prete. Loro sembrano avere tenuto (io credo erroneamente) quello
il soprannaturale era più sicuro quando venne da sotto. Quando noi pensiamo (per
esempio) della ricchezza innumerevole di arte religiosa, immagine, rituale e
leggenda popolare attraverso la quale è cresciuta in grappoli Natale rotondo tutti il
Secoli cristiane, è una cosa veramente straordinaria per riflettere quello
Dickens (desiderando avere in Natale di _The Carol_ un poco felice
supernaturalism da modo di un cambio) doveva davvero costituire una mitologia
per lui. Ecco uno dei casi rari dove Dickens, in un vero e
senso umano, patisca la mancanza della cultura. Per il resto, Wilkie
Collins è questi due elementi:  il meccanico ed il mistico;  ambo
molto buono del loro genere. Lui è uno dei pochi romanzieri in cui il caso esso
è corretto e letterale per parlare delle sue "trame." Lui era un cospiratore;  lui andò
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