Capitolo 79
esso, con la prospettiva quasi certa di liberazione da pericolo e
ansia.
Era necessario a chiodino, digitare il canale del fiume; e, a
quel momento fatale, il vento colpì il mainmast con una forza che
immediatamente lo gettò finito-asse; e la nave, gettata sulle sue raggio-fini da
la violenza del colpo, disposizione mise in mostra ad un mare pesante che ruppe su
il suo ponte e poppa. L'equipaggio, scovato dal loro azzardo immediato, usato
ogni esercizio per raddrizzare il vaso; e Stanhope che non aveva abbandonato
il timone fin dal primo momento di pericolo, maneggiò, con ammirabile
la destrezza, rimuoverla dalla spiaggia pericolosa alla quale era lei
impulso dal vento e marea continuamente. Ma un altro colpo di vento, più
fiero che il primo, combinato con le onde, completare il lavoro di
distruzione. Il vaso fu lasciato una carcassa mera; ed il timone, il loro ultimo
la speranza, lacerata via dalla scossa violenta terrificante lei fu guidata fra il
ruttori che scoppiano furiosamente circa lei.
"La nave è andata!" Stanhope detto, con calma innaturale come lui sentì
esso la bobina, e sul limite di affondare; "si salvi, se non è
troppo in ritardo!"
Una barca era stata preservata fortunatamente tra il naufragio generale; e con
la veemenza della disperazione, loro si precipitarono in lui. Esso
sembrato pericoloso, davvero, avere fiducia così fragile un abbaio, e cattivo caricato come lui
era, tra il fiotto bollente; ma era la loro unica risorsa, e, con
ansia tremante, loro si avventurarono sull'esperimento pericoloso. Stanhope
era l'ultimo ad entrare; e con cautela silenziosa, e quasi senza fiato,
loro governarono di nuovo verso l'isola dalla quale loro erano stati così
sguaiatamente guidato. Alcuni pescatori da che avevano trovato un rifugio là il
tempesti, e testimoniò all'angoscia che loro erano incapaci, più presto a
allevi, venne alla loro assistenza, ed in una durata corta che tutti erano in salvo
terriero, e proteggè comodamente in capanne dalle quali erano state erette il