Capitolo 45
alcuna visione più vaga di quello che lui faceva quando lui vide quel indizio. Lui agì come fanno uomini quando un teatro prende fuoco--molto differentemente da come loro si sarebbe concepito come agendo, se per migliore o peggio. Lui aveva una memoria debole di certi chiarimenti mezzo-soffocati che l'erede era il realmente pagando del uno ospite, e lei andrebbe, ed i balivi (in conseguenza) verrebbe; ma dopo quello lui non seppe niente di suo proprio conduca eccetto dalle proteste che ha chiamato. "Mi lasci in pace, il Sig. Inglewood--mi lasci in pace; quello non è il modo di aiutare." "Ma io posso aiutarLa", disse Arturo, col macinando la certezza; "Io posso, io posso, io posso..." "Perché, Lei disse", pianse la ragazza, che Lei molto sia più debole di me." "Quindi io sono più debole di Lei", Arturo detto, in una voce che è andata vibrando attraverso tutto, "ma non proprio ora." "Lasci vada le mie mani!" Diana pianto. "Io non sarò intimorito." In un elemento lui molto era più forte di lei--la questione di humour. Questo leapt su in lui improvvisamente, e lui rise, mentre dicendo: "Bene, Lei è cattivo. Lei sa piuttosto bene Lei mi intimorirà tutto il resto di vita mia. È probabile che Lei permetta un uomo l'uno minuto di vita sua quando gli è permesso per intimorire." Era come straordinario per lui ridere come per lei per piangere, e per la prima volta fin dalla sua infanzia Diana era completamente via la sua guardia. "Vuole dire Lei vuole sposarsimi?" lei disse. "Perché, c'è un taxi alla porta!" Inglewood pianto, saltando su con un'energia inconscia e scoppiando aperto le porte di vetro quello condusse nel giardino. Come lui la condusse fuori dalla mano loro compresero in qualche modo per la prima volta che la casa e giardino erano su un'altezza ripida su Londra. Ed ancora, sebbene loro sentirono il luogo per essere sollevati, loro lo sentirono anche per essere segreto: era come del tondo giardino murato sulla cima di uno del torrette di cielo.
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