G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Ortodossia

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 67

folla di varie creature." Ma se viene che perché non deve un uomo
dica, "mi piace questo piccolo cosmo accogliente, col suo numero decente di stelle
e come pulito un provvedimento di scorta viva come io desidero vedere?" Uno è come buono
come l'altro;  loro sono gli ambo i sentimenti meri. È il sentimento mero a
si allieti che il sole è più grande della terra;  è completamente come sano un
il sentimento per allietarsi che il sole è nessuno più grande di lui. Un uomo sceglie
avere un'emozione sull'ampiezza del mondo;  perché deve lui non
scelga di avere un'emozione sulla sua piccolezza?

Accadde che io avevo quell'emozione. Quando uno piace qualsiasi cosa uno
indirizzi esso da diminutivi, anche se è un elefante o un
lifeguardsman. La ragione è, che qualsiasi cosa, comunque enorme, quello può essere
concepito di come completo, può essere concepito di come piccolo. Se militare
baffi non suggerirono una coda, poi l'oggetto una spada o zanne
sia enorme perché sarebbe incommensurabile. Ma il momento che Lei può
immagini una guardia Lei può immaginare una piccola guardia. Il momento Lei
realmente veda un elefante Lei può chiamarlo "Piccolo." Se Lei può fare una statua
di una cosa Lei può fare una statuetta di lui. Queste persone professarono quello
l'universo era una cosa aderente;  ma loro non erano affettuosi del
universo. Ma mi piaceva l'universo e ricercato a
l'indirizzi da un diminutivo. Io spesso facevo così;  e non sembrò mai badare.
Davvero ed in verità io sentii che questi dogmi fioci della vitalità erano
meglio espresse chiamando il mondo piccolo che chiamandolo grande.
Per sull'infinità era un genere di spensieratezza che era il
inverso del fiero e cura pia che io sentii toccando il
pricelessness ed il pericolo della vita. Loro mostrarono solamente un spreco cupo;
ma io sentii un genere di economia sacra. Per economia è lontano più romantico
che la stravaganza. A loro stelle erano un reddito senza fine di halfpence;
ma io sentii sul sole dorato e l'argento alluna come un tatti di scolaro
se lui ha un sovrano ed un scellino.
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