Capitolo 66
carceriere non avrebbe niente per mostrare l'uomo ometta sempre più da molto corridoi di pietra accesi da luci orribili e vuoto di tutti che sono umani. Quindi questi espansori dell'universo non avevano niente per mostrarci ometta più e corridoi più infiniti di spazio accesero da soli orribili e vuoto di tutti che sono divini. In regno delle fate era stata una vera legge; una legge che potrebbe essere rotta, per la definizione di una legge è qualche cosa che può essere rotta. Ma il apparato di questa prigione cosmica era qualche cosa che non poteva essere rotto; per noi noi eravamo solamente una parte del suo apparato. Noi eravamo uni incapace fare cose o noi fummo destinati per farli. L'idea del la condizione mistica abbastanza scomparve; uno né può avere la fermezza di leggi di custodia né il divertimento di romperli. L'ampiezza di questo universo non aveva niente di quella freschezza e scoppio arioso che noi abbiamo lodato nell'universo del poeta. Questo universo moderno letteralmente è un impero; ovvero, è enorme, ma non è gratis. Uno andò in più grande ed il più grande windowless alloggia, stanze grande con prospettiva babilonese; ma uno non trovò mai la più piccola finestra o un bisbiglio di aria esterna. I loro paralleli infernali sembrarono espandere con distanza; ma per me tutti buone cose venute ad un punto, spade per esempio. Trovando quindi la vanteria del grande cosmo così insoddisfacente alle mie emozioni io cominciai a disputare circa lui un piccolo; ed io fondai presto che l'atteggiamento intero era pari shallower che si sarebbe potuto essere aspettato. Secondo queste persone il cosmo era una cosa siccome aveva una regola non rotta. Solamente (loro possono dica) mentre è una cosa è anche l'unica cosa c'è. Perché, uno dovrebbe preoccupare particolarmente poi, chiamarlo grande? Non c'è niente compararlo con. Sarebbe nel momento in cui assennato chiamarlo piccolo. Un uomo può dire, "mi piace questo cosmo enorme, con la sua folla di stelle e suo
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