Capitolo 57
esposto pubblicamente. Con Tilak sulla sedia, un professore bramano si svegliò,
rivendicare l'atto insanguinato di Shivaji:--
Chi osa chiamare quell'uomo un assassino che, quando solamente
nove anni vecchio, aveva ricevuto inspirazione Divina per non inarcare
in giù di fronte ad un Imperatore di Mahomedan? Chi osa condannare
Shivaji per trascurare un dovere minore nello spettacolo
di un maggiore? Se Shivaji avesse commesso cinque o cinquanta
crimini più terribile, io sarei stato ugualmente pronto a
non si prostri una volta ma cento volte di fronte al
immagine del nostro signore Shivaji... Ogni indù, ogni
Mahratta deve allietarsi a questo spettacolo, per noi siamo tutti anche
sforzandosi di riguadagnare la nostra indipendenza perduta, e è solamente da
combinazione che noi possiamo gettare via la barzelletta.
Tilak stesso era anche più chiaro:--
È superfluo per fare l'ulteriore researches come all'uccisione
di Can di Afzul. Ci permetta di presumere anche intenzionalmente quel Shivaji
progettato ed eseguì l'assassinio. Era l'atto buono o
cattivo? A questa domanda non può essere risposta dal posto d'osservazione
del Codice penale o delle leggi di Manu o concedendo
ai principi della moralità posati in giù nei sistemi del
Ovest o dell'Est. Le leggi che legano società sono per
popolo comune come Lei e me. Nessuno cerca di tracciare il
la genealogia di un Rishi o assicurare colpa su un Maharaj. Gran
uomini sono sui principi comuni della moralità. Così
principi non giungono al piedistallo di un grande uomo. Faceva
Shivaji commette un peccato in Can di Afzul mortale? La risposta a
questa domanda può essere trovata nel Mahabharata stesso. Il
Krishna divino che insegna nel Gita ci dice noi possiamo uccidere
anche i nostri insegnanti ed i nostri parenti, e nessun biasimo lega
se noi non siamo azionati da desideri egoisti. Shivaji non faceva niente
da un desiderio di riempire la sua propria pancia. Era in un lodevole