Capitolo 48
il Deccan Brahmanism è rimasto più ferocemente militante che in alcuno
altra parte dell'India, principalmente forse perché in nessun luogo faceva maneggiare lo così
il potere assoluto all'interno di tempi che ancora possono essere chiamati recente. Lontano in
l'il Poona di diciottesimo secolo era stato la capitale di un theocratic Stato
in che dietro al trono del Peshwas spirituale e secolare
autorità fu concentrata nelle mani del Brahmans. Tali ricordi
è lento per morire ed il meno di tutto in un paese antico e conservativo
piaccia India, e c'era un sept di Brahmans, in ogni caso che era
determinato non permetterloro di morire.
I Chitpavan Brahmans sono indubbiamente i più potenti ed il più più
capace di tutto il Brahmans del Deccan. Una leggenda curiosa attribuisce loro
origine all'intervento miracoloso di Parashurama, il sesto Avatar
del dio Vishnu che non trovando nessun Brahmans per rilasciarlo dal
abituato rituale dal defilamento di suo terreno lavora, trascinò su
a spogliò i corpi di quattordici barbarians che lui aveva trovato lavati su
dall'oceano, li scottati su una pira funebre e la vita poi respirata e
Brahmanhood nelle loro ceneri. Su questi Brahmans fatti e nuovi lui conferì
il nome che Chitpavan che vuole dire ha "purificato da fuoco", e tutta la terra di
il Konkan da che, da una freccia dalla sua freccia, lui provocò il mare per
mai recedere. Ogni a-giorno di Chitpavan chiede discesa da uno o altro
dei quattordici divinamente barbarians di Brahmanized a che alcuni credono
è stato Norsemen arditi guidato nelle loro navi lunghe su al sabbioso
spiagge di quello che ora è la Presidenza di Bombay. In ogni caso, come è stato
bene disse di loro, occhiata di arte audace ed Orientale Occidentale fuori simile da
le caratteristiche vigili e pelle di pergamena chiara ed attraverso lo strano
occhi pietra-grigi del Chitpavan. Comunque, era non coltivi approssimativamente due
secoli fa che il Chitpavan Brahmans cominciò a giocare un evidente
divida in storia indiana, quando uno di questo sept, Balaji Vishvanath Rao,