Capitolo 28
finestre di dormitorio. Lui prese un libro dalla sua tasca e cominciò energicamente
leggerlo, giudicando dalla precisione e frequenza con le quali lui girò
le foglie. La cucito-macchina fece un acciottolio risonante nella stanza;
era di un ponderoso, da-andato a fare. Nelle soste, Robert e sua madre
pezzi scambiati di conversazione saltuaria.
"Dove è la Sig.ra Pontellier?"
"In giù alla spiaggia coi bambini."
"Io promisi di prestarle il Goncourt. Non dimentichi di prenderlo in giù quando
Lei va; è sullo scaffale sulla piccola tavola là." Acciottolio,
acciottoli, acciottoli, botta! per i prossimi cinque od otto minuti.
"Dove sta andando Victor col rockaway?"
"Il rockaway? Victor?"
"Sì; laggiù davanti. Lui sembra stia diventando pronto guidare via
in qualche luogo."
"Lo chiami." Acciottoli, acciottolio!
Robert emise un fischio acuto, penetrante che sarebbe stato sentito
indietro alla banchina.
"Lui non guarderà su."
Signora che Lebrun ha volato alla finestra. Lei chiamata "Victor!" Lei ondeggiò un
fazzoletto e chiamò di nuovo. Il giovane individuo sotto ottenne nel
veicolo ed avviò il cavallo via ad un galoppo.
Signora che Lebrun ha risalito alla macchina, tinga di rosso con seccatura. Victor
era il più giovane figlio e fratello--un tete montee, con un temperamento che
la violenza invitata ed una volontà che potrebbe rompere nessuna ascia.
"Ogni qualvolta Lei dice la parola io sono pronto battere alcun ammontare di ragione in
lui che lui è capace a presa."
"Se Suo padre avesse vissuto solamente!" Acciottolio, acciottolio, acciottolio, acciottolio,
colpisca! Era una credenza fissa con Signora Lebrun che la condotta del
universo e tutte le cose che concernono thereto sarebbero state manifestamente di
un ordine più intelligente e più alto non faceva essere rimosso Monsieur Lebrun
alle altre sfere durante i primi anni della loro vita coniugale.
"Cosa parla a Montel?" Montel era un gentiluomo di mezza età cui
ambizione vana e desidera per i venti anni passati era stato riempire