Rev. Alfred J. Church
Capitolo 30
io che lui soffre di nessun uomo per portarlo di fronte a lui, e che la luce di
il tocco di sole esso non, no, né la luce di un fuoco, coltivi lui lui può
si vesta con lui in un giorno su che lui doeth sacrificano ai Dei.
E dice che io feci questo voto, se lui dovesse ritornare da questo viaggio,
che io l'ordinerei in questo accappatoio, dove sacrificare. E quello
lui può sapere thee di essere un vero messaggero da me, prenda con thee questo
sigillo."
E disse Lichas, "Così certamente come io conosco l'arte di Hermes che è il
dio di araldi, io farò questa cosa secondo offerta di thy."
Ora la Regina aveva unto l'indumento equo col quale lei spedì il
sangue di Nessus il Centauro che quando suo marito dovrebbe vestirsi
con lui, il suo cuore si sarebbe rivolto a lei come al primo.
Quindi Lichas che l'araldo è partito, mentre sopportando l'accappatoio. Ma dopo niente durata lunga
la Regina corse avanti dal palazzo nella grande paura, torsione le sue mani,
e piangendo alle fanciulle, i suoi compagni che lei era dolente impaurito affinché non
in ignoranza lei aveva fatto del grande danno. E quando loro saprebbero
la causa del suo dolore e teme, lei spake, dicendo, "Un molto marvellous
e hath della cosa terribile successo io. C'era un boccone della lana di pecora
quale io bagnai nel fascino, anche il sangue del Centauro che io
ungerebbe therewith l'accappatoio che ye mi videro spedisca a mio marito. Ora,
questo boccone di hath di lana perì insieme. Ma quelli ye possono capire
questa cosa il meglio, io l'esporrò a lungo a Lei. Sappia poi
che io non ho dimenticato aught delle cose che il Centauro
mi comandò quando lui mi diede questo fascino, ma li ha tenuti nel mio cuore,
anche come se loro fossero scritti su bronzo. Ora lui mi offrì tenga la cosa
dove né accende del sole né fuoco lo toccherebbe. E questo ha io
fatto; e quando io unsi l'accappatoio, io l'unsi in segreto, in un
certo luogo scuro nel palazzo; ma il boccone di wherewith di lana io
l'unto io gettai, mentre non tenendo conto di, nella luce del sole. E, ecco! esso il hath