Capitolo 66
vicino a mano. Il ruscello parlò e parlò e parlò di quello che lui era
andando a fare quando lui era un fiume. "Come stanco devono essere delle banche
ascoltandolo!" pensiero Hester, con occhi chiusi.
Ed il mondo squagliò lentamente via in un senso delizioso di benessere,
da che il prossimo momento, come sembrò a lei, lei era improvvisamente
svegliato dalla voce del Sig. Gresley vicino a mano.
"Hester! _Hester_! HESTER!"
"Qui! qui!" Hester ansato, con un inizio che sconvolge il suo lapful di
lettere come lei arrampicò con fretta ai suoi piedi.
Il giovane vicario disegnò vicino, e guardò il muro di chiesa-recinto. Un grande
sbricioli sul suo labbro superiore non rimpicciolisca l'il gravità terribile di sua
espressione.
"Noi abbiamo finito quasi colazione ufficiale", lui osservò. "I servitori non potevano
La trovi dovunque. Io non voglio stia trovando colpa sempre, Hester ma
Io desidero, per Sua propria causa così come il nostro, Lei sarebbe più puntuale a
pasti."
Hester non era stato in ritardo mai prima, ma lei sentì che questo non era il
momento per ricordare a suo fratello di quel fatto.
"Io imploro il perdono", lei disse, umilmente. "Io mi addormentai."
"Lei si addormentò!" detto il Sig. Gresley che stava lottando tutti il
mattina con insulsaggini su "Thy sarà fatta." "Tutti che posso dire io, Hester,
è che è sfortunato Lei non ha occupazione. Io non posso credere che è
per il buono di alcuno di noi per condurre così assolutamente inattivo una vita che noi precipitiamo
addormentato di mattina."
Hester non fece replica.
CAPITOLO XI
È come inutile lottare contro le interpretazioni dell'ignoranza
come frustare la nebbia.--GIORGIO ELIOT.
I bambini che erano arrivati al palcoscenico di pera guardarono con tondo, impaurì
occhi a "Auntie Hester" come lei sedette in giù alla colazione ufficiale*-tavola accanto al
bottiglia nera che marcò il suo luogo. Il Gresleys sia totale ardente
astemi, ed era di opinione che la salute di Hester sarebbe grandemente