Capitolo 35
baciato il risvolto del cappotto di Hester.
"Io non posso, Hester bisbigliato nei capelli di Rachele. "Il meglio è solamente solo
buono abbastanza."
"Non sarebbe più gentile a me?"
Hester tremò, e poi scoppia in ferite lacere.
"Io lo porterò, io lo porterò", Rachele detta, affrettatamente. "Guardi, Hester!
Io l'ho su. Come deliziosamente caldo! e--guardi!--ha poco due
tasche nell'il pelliccia fiancheggiare."
Ma Hester pianse appassionatamente, e Rachele sedette in giù da lei sul pavimento in
il mantello nuovo fino al parossismo era finito.
Come fa una scoperta di affinità sottile una posizione sicura tra nature che presentano
un ovvio, un contrasto violento all'un l'altro? Perché fa l'ovvio ed il
sottile dimentichi la loro contesa vita-lunga ad intervalli ed improvvisamente appaia per
un momento nell'un l'altro la società?
Rachele era fisicamente forte. Hester era debole. L'era calmo,
paziente, pratico, uniforme, l'altro immaginativo, non equilibrato,
eccitabile.
La vita non aveva viziato Rachele. Signora Susanna Gresley l'aveva fatta meglio a
bottino Hester. L'aveva vissuto la vita indifesa, e lo mostrò in
il suo portante. Gli altri avevano vissuto la vita protegguta, ed annoiò il suo marchio
sulla sua fronte pura e faccia giovane.
"Io non posso sopportarlo", Hester detto finalmente. "Io penso e penso, ed io non posso
pensi a qualsiasi cosa. Io darei la mia vita per Lei, e Lei non lascerà proprio
io gli do L3 10_s._ 6_d._ Quello è tutto che ha costato. È solamente fregio che
fregio rosso e comune, e la rigatura è solamente coniglio." Un'ultima ferita lacera precipitò a
il coniglio di parola. "Io volli trovargli un velluto uno, solo lo stesso come mio
nuovo, fiancheggiato con cincillà ma io seppi che l'avrebbe fatto solamente
misero. Io desidero", mentre guardando vendicativamente al mantello--"io auguro conigli
non era nato mai."
Rachele rise. Hester evidentemente stava recuperando.
"Il Sig. Scarlett stava dicendo la notte scorsa che nessuno può aiutare alcuno uno,"