Capitolo 20
"IO?" Rachele detta, stupito. "Io non vado in per qualsiasi cosa. Ma che genere
di cosa vuole dire?"
"C'è Scarlett", disse Bambola, con sollievo che odiò definizioni e
feltro che la conversazione era sul limite sdrucciolevole di divenire profondo. "Faccia
lo sa? Occhiate come se lui avesse visto un fantasma, non fa lui?"
L'interesse di Rachele, mai un dormiente pesante fu svegliato immediatamente come lei
visto Sybell che pilota Hugh verso lei. Lei lo riconobbe--l'uomo lei
aveva visto la notte scorsa nella carrozzella a due ruote e dopo al Newhavens. Un
sguardo la mostrò che il suo guaio, qualunque cosa che è probabile che sia aveva forato
oltre i sentimenti di superficie di rabbia e l'impazienza ed era arrivato il
rapido del suo cuore. Il giovane, pallido e pesante-dagli occhi si annoiò
bene, e Rachele lo rispettò per il suo portamento quieto ed un certo
dignità che, per il momento, obliterò il disdegni l'il indecisione di sua
affronti, e diede alla sua bocca la fermezza che gli mancò. Sembrò
Rachele come se lui aveva ma ora stette vicino ad un morte-letto, ed aveva portato con
lui nella stanza affollata l'ombra di un fato inesorabile.
Gli altri percepirono solamente che lui aveva un mal di testa. Hugh non lo negò.
Lui si lagnò del grande calore a Sybell, ma non a Rachele. Qualche cosa
nei suoi occhi chiari gli disse, come loro dissero altri, quelle piccole bugie molti
e è probabile che le falsità piccole siano posate a parte con impunità nel trattare con lei.
Lui non sentì sorpresa a vedendola, nessun ritorno dell'improvviso violento
l'emozione della notte prima. Lui non le aveva parlato mai fino a questo
momento, ma ancora lui sentì che i suoi occhi erano i vecchi amici, tentò al
estremo e trovato fedele in del passato dimenticato. Gli occhi di Rachele avevano un
la certa fissità calma in loro quello non viene del naturale temperamento, ma
di conflitto passato, lungo intraprese, e vinse appena ma irrevocabilmente. Un svenimento
raggi di stola di conforto attraverso la devastazione della sua mente come lui guardò a