Capitolo 14
quietamente dietro a lui.
CAPITOLO IV
Per lo ye del peccato faccia da due e due ye deve pagare per uno alla volta!
--RUDYARD KIPLING.
Quando Hugh si svegliò la mattina dopo Signora la festa di Newhaven il giorno era
già lontano avanzò. Un giorno caldo era riuscito ad una notte calda. Per alcuni
secondi lui posò come uno emergendo dall'influenza di morfina che
tatti il suo corpo di racked ancora indolormente galleggiante su un mare di resto, ma è
consapevole che sta andando alla deriva di nuovo alle spiagge amare del dolore, e che
né mescola dia né piede per paura di accelerare il tocco del
circondando, sabbie doloranti sulle quali lui deve essere gettato così presto una volta in agonia
più.
La sua mente chiarì un piccolo. La faccia grave di Rachele fu di rilievo contro un buio
sfondo--un sfondo più scuro certamente che quello della notte di estate. Lui
ricordato con stesso-disprezzo l'emozione stravagante che lei aveva
svegliato in lui.
"Assurdo", Hugh disse a lui, col diffidi di di tutte le primavere improvvise
dell'emozione pura che quelli che li hanno adoperati male fuga raramente. E
poi un altro ricordo che solamente una sonno-tiro aveva tenuto a baia,
scagliato su lui come una pantera sulla sua preda.
Lui aveva disegnato l'accendino corto.
Lui cominciò violentemente, e poi abbattè di nuovo tremito.
"Oh, il mio Dio!" lui disse, involontariamente.
Lui ancora posò, mentre dicendosi che questo incubo terribile sarebbe passato,
si affievolirebbe nella luce di giorno comune.
Il suo servitore entrò silenziosamente con una tazza di caffè ed un piccolo covone
di lettere.
Lui finse di essere addormentato; ma quando gli uomini erano andati lui mise fuori il suo
mano tremante per il caffè e lo bevve.
La nebbia di fronte alla sua mente gradualmente alzata. Anche, gradualmente l'orrore su
la sua faccia imbiancò disperare, come un prato di crepuscolo imbianca sotto il
gelo di sera. Lui aveva disegnato l'accendino corto. Nulla in cielo o