Capitolo 36
[L'illustrazione: Gli Imperatori ROOKERY]
"Il cambio qui era immenso. Ross Mare era acqua aperta per quasi trenta
miglia; una linea lunga di ghiaccio di pacco bianco era stata appena visibile sull'orizzonte da
dove noi stemmo in piedi, dei 800 a 900 piedi sopra del mare. Grandi fogli di ghiaccio
ancora stava andando fuori e stava andando alla deriva al nord, e la migrazione del
Imperatori erano nella piena oscillazione. C'erano di nuovo due società che aspettano su
il ghiaccio all'orlo dell'acqua attuale, con dei cento più munendo di coda fuori in
solo archivio per congiungerli. Gli uccelli stavano aspettando lontano fuori all'orlo di
l'acqua aperta, come lontano come era possibile per loro per camminare, su un
pezzo che proietta di ghiaccio, il molto prossimo pezzo che romperebbe via e
vada alla deriva al nord. La linea di piste nella neve lungo che gli uccelli
era andato il giorno prima ora sia tagliato corto all'orlo dell'aperto
annaffia, mentre mostrando che loro erano andati, e c'erano sotto le ghiaccio-rupi un
la diminuzione apprezzabile nel numero di sinistra di Imperatori, appena più che
mezzo rimanendo di tutti che noi avevamo visto là prima sei giorni."[19]
Due giorni più tardi l'emigrazione era ancora nella piena oscillazione, ma solamente il
inutilizzato sembrò essere andati come ancora. Quelli che stavano allattando pulcini erano
ancora accalcò le ghiaccio-rupi, proteggute tanto quanto possibile da sotto
il temporale. Tre giorni più tardi (ottobre 28) nessun ghiaccio sarebbe visto nel
Ross Mare: la piccola baia di ghiaccio gradualmente era mangiata: lo stesso
esodo era in progresso e solamente un resto di pinguini ancora fu andato via.
Delle condizioni sotto le quali l'Imperatore pone le sue uova, l'oscurità e
freddo e danneggiando venti, dell'istinto di mothering eccessivo piantato
nel cuore di ogni uccello, maschio e donna, della mortalità e gentiluomo
lotte contro le disparità quasi inconcepibili, e la finale sopravvivenza di
dei 26 per centesimo delle uova, io spero di dire nel conto del nostro Inverno