Capitolo 4
eroina, scuramente vestì, male colto, impedì un umiliando l'inesperienza, qualche genere della brutta innocenza è ancora, dal molto fatto di lei solitudine ed il suo gaucherie, pieno della più grande delizia che è possibile ad un essere umano, la delizia di aspettazione, la delizia di un ignoranza ardente e fiammeggiante. Lei serve a mostrare come futile è di umanità per supporre che piacere può essere raggiunto principalmente porsi vestito di sera ogni sera, ed avendo una scatola al teatro ogni primo notte. Non è l'uomo di piacere che ha piacere; non è l'uomo del mondo che aumenta di valore il mondo. L'uomo che ha learnt per fare tutti cose convenzionali hanno perfettamente allo stesso learnt del tempo per farli prosaicamente. È l'uomo goffo il cui vestito di sera non va bene lui i cui guanti non andranno su cui complimenti non verranno via, chi è veramente pieno delle estasi antiche di gioventù. Lui è spaventato abbastanza di società davvero godere i suoi trionfi. Lui ha quel elemento di paura che è uno degli ingredienti eterni della gioia. Questo spirito è il spirito centrale del romanzo di Bronte. È il poema epico dell'ilarità dell'uomo timido. Come tale è di valore incalcolabile nella nostra durata, di quale la maledizione è che non prende riverentemente la gioia perché fa non lo prenda paurosamente. Lo stracciato e governante che non dà nell'occhio di Charlotte Bronte, con la piccola prospettiva ed il piccolo credo aveva più abbia rapporti coi terribili e forze degli elementi della natura che guidano il mondo che una legione di poeti minori ed illegali. Lei si avvicinò davvero all'universo con semplicità, e, di conseguenza, con la vera paura e delizia. Lei era, così parlare, timido di fronte alla moltitudine delle stelle, ed in questo lei aveva si posseduto dell'unica forza che può prevenire godimento che è come nero e sterile come routine. La facoltà di essere timido è la prima e il più delicato dei poteri di godimento. La paura del Dio è l'inizio di piacere. Sull'intero, perciò io penso che può essere detto scusabilmente che il
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