Capitolo 30
esecrazione come mai di fronte a scoppio da labbra mortali?"
Il Hon. Charles Sumner, sempre vero alla destra, come l'ago
al polo, nel suo discorso dotto e capace in Congresso 1852,
detto:--"I veri principi del nostro sistema politico, la storia
della Convenzione Nazionale, la naturale interpretazione del
Costituzione, tutti insegnano che questo Atto è un'usurpazione da Congresso di
poteri che non appartengono a lui, ed un'infrazione di destre assicurò
agli Stati. È una spada il cui manico è al Nazionale
Capitale, e di chi punto è ogni dove negli Stati. Un'arma così
terribile alla libertà personale la nazione non ha nessun potere per afferrare."
* * * "Nel nome della Costituzione che viola; di mio
paese che esso i disonori; di umanità che degrada; di
Cristianesimo che offende, io accuso questa promulgazione, ed ora
lo tenga su al giudizio del Senato ed il mondo." * * * *
"Lo Schiavo Atto viola la Costituzione, e colpi il pubblico
coscienza. Con modestia, ed ancora con fermezza, mi permetta di aggiungere, esso
offende contro la Legge Divina. Nessuno tale promulgazione può essere intitolata
appoggio. Come il trono di Dio è su ogni trono terreno, così è
le sue leggi e statuti soprattutto le leggi e statuti di uomo. A
metta in dubbio questi, è interrogare Dio stesso. Ma presumere quella creatura umana
leggi sono domanda su, è chiedere per i loro autori fallibili
infallibilità. Presumere che loro sono in conformità a sempre
quelli di Dio, è presuntuosamente ed impiously per esaltare uomo ad un
l'uguaglianza con Dio. Leggi umane sono sempre chiaramente, _not_ in così
conformismo; né loro mai possono essere oltre domanda da ognuno
individuale. Dove è aperto il conflitto, come se Congresso dovesse richiedere
il perpetration di assassinio, l'ufficio di coscienza, come finale
arbitro, è incontrastato. Ma in ogni conflitto, lo stesso regale
ufficio è il suo. Da nessun potere terreno lei sia detronizzata. Ognuno
persona, dopo esame ansioso, senza l'alacrità, senza passione,
solennemente per lui deve decidere questa grande controversia. Alcuno altro