Capitolo 48
Le sue fruste abbatterono prima il suo sguardo fisso maschile; lei non rispose. Circa
loro erano il silenzio dolce della notte. Lei era consapevole che lui si era mosso
più vicino sulla loro panca; anche, consapevole di una bastonata più veloce del suo cuore.
E poi, piuttosto improvvisamente, un raggio di voce nuovo, così chiusura che ambo hanno cominciato
bruscamente; un piuttosto voce timida, ancora uno possedette di un certo vivido
qualità della vita.
"Imploro il Suo perdono--ma _is_ questo Signorina Heth?"
Loro girarono come su una sequenza. Alla porta della passare l'estate-casa stata in piedi
la figura confusa di un uomo, a capo scoperto ed alto. L'essere leggero
per lo più dietro a lui, lui mostrò solamente in silhouette sottile, indistinguibile
come ad età, carattere, e la bellezza personale. Sguardo fisso passarono fra
il trio fioco.
"Io sono il Signorina Heth."
"Potrebbe permettermi di possibilmente parlargli--per un momento, il Signorina Heth? IO
comprenda, chiaramente, che è una grande intrusione ma--"
Inscatolando accese, irritato. Carlisle, senza sapere perché, era
immediatamente consapevole di un affondamento sottile del cuore: dell'istinto profondo
accerchiato un avvertimento nelle interruzioni del suo essere, come se gridando: "Questo uomo
intende guaio." Lei gettò uno sguardo a Sig. Inscatolando con qualche genere di piccola alzata di spalle,
dubbio che suggerisce, e del helplessness; e lui, prendendo questo per
autorità sufficiente, presunse immediatamente il protectorship del maschio.
"Sì? Cosa è che Lei desidera?"
L'estraneo alto fu osservato per inarcare leggermente.
"Come dico io, io imploro il favore di parlare al Signorina Heth alcuni
momenti--privatamente. Chiaramente io non dovrei avventurarmi andare oltre i limiti del lecito così, se il
la questione non sia molto importante--"
"Chi è?" esatto il grande giovane con piuttosto più impazienza
che sembrò necessario. "Ed augura parlarle circa cosa?
Parli chiaramente, io imploro, e è breve!"
I due uomini stettero in piedi, mentre affrontando l'un l'altro nella luce debole. Dieci piedi di