Capitolo 13
commenti nell'accettare l'ufficio di primo Vicepresidente. Assorbito da
questo particolare pezzo-in-il-paper,--per così la buona signora chiamò tutti
sforzi giornalistici, da annunci pubblicitari di asciutto-beni a conducendo
editorials su Guaio nell'era passato tre-trenta,
posto-meridiano, o bene dopo colazione ufficiale, prima che il suo occhio accadde smontare
sulle parole alate della Casa di Dabney.
A questa ora le signore sedettero ad agio nella loro seduta-stanza privata sul
settimo pavimento del grande bel caravansary del mare. Per a-giorno,
come precipita fuori, la Casa di Heth, nel momento in cui noi l'abbia così riparò fermamente
su Strada di Washington, aveva diviso e si era trapiantato; tutti che
si importato di esso, l'anima e genio della Casa, dopo avendo aleggiato via
settanta miglia alla Spiaggia per un resto di finito-domenica.
Era il 29 ottobre che avrebbe dovuto intendere grata-fuochi. Sul
contrari, due finestre nella seduta-stanza affittata erano aperte, e Signorina
Carlisle Heth, posando in giù "Pickwick Papers", da Dickens il
scrittore notorio, ora rosa e flung largo il terzo.
"Whew!" detto lei, nel momento in cui una persona all'ordine del giorno avrebbe fatto. "È
soffocando!"
Sua madre, un conservatore di tutta la vita rispose al momento:
"Non è il calore, è l'umidità."
Carlisle guardò fuori il mare esposto al sole, e si chiese se sua madre fosse
non andando mai a prendere il suo pisolino. Lei aveva ventitrè anni, e, Hun o
nessun Hun, non stava dispiacendo a certamente al carnale l'occhio. Anche, lei molto
desiderò passare il tempo con una piccola vela, mentre avendo già privatamente
impegnato un catboat per quel scopo di corriere speciale. Non c'era ragione qualunque cosa
perché lei non dovrebbe avere la vela, a meno che sua madre fu opposta su
principio a qualsiasi cosa che è sembrato i minimi pezzi avventurosi.
"Ci sono ancora scorie su me, nonostante il mio bagno" aggiunse la Sig.ra Heth,
cacciando attraverso i pezzi meno interessanti nel "Posto."... "Willie
treno arriva a quattro-trenta, io credo?"