Capitolo 42
Regina che lui rappresenta come essendo familiarizzato, sebbene lui
ancora percepì, come lui si dice, che non le piacque lui. Al
prima notizie del ritorno di Essex ad Inghilterra, Pancetta affumicata lo salutò--
"Il mio LORD,--concependo che la Sua Signoria ora entrò su nella persona
di un buon servitore per vedere la Sua suprema padrona che il genere di
complimenti sono molte volte meritorum_ di magnorum di _instar, e
perciò sarebbe duro per me per trovarLa, io ho commesso
questa carta povera i saluti umili di lui _that è più il Suo
che alcuno uomo, e più il Suo che alcun man_. A questi saluti
Io aggiungo un gratulation dovuto e gioioso, mentre confessando che la Sua Signoria,
nella Sua ultima conferenza con me di fronte al Suo viaggio, spake non in
vano, Dio che lo fa buono, Che Lei ebbe fiducia noi dovremmo dire _Quis
putasset_! Quale come è trovato vero in un senso felice, così io desidero
Lei non trova un altro _Quis putasset_ nella maniera di prendere
questo così grande un servizio. Ma io spero che è, come lui disse, _Nubecula
est, cito transibit_ e che la saggezza della Sua Signoria e
la circospezione ossequiosa e pazienza si rivolgeranno tutti al meglio.
Riferendosi quindi tutti a del tempo che io posso frequentarLa, io La commetto
alla migliore conservazione di Dio."
Ma quando la condotta di Essex in Irlanda aveva essere data con, Pancetta affumicata
servizi furono richiesti; e da questa durata le sue relazioni verso Essex
fu alterato. Ogni uno, nessuno migliore della Regina stessa, seppe tutti
che lui dovette ad Essex. È stranamente illustrativo del tempo che
specialmente come Pancetta affumicata tenne così subordinata una posizione, lui sarebbe dovuto essere
richiesto, e sarebbe dovuto essere avuto fiducia, agire contro suo unico e più più
benefattore generoso. Anche, è strano che comunque grande la sua lealtà
alla Regina, comunque molto e sinceramente lui condannerebbe il suo amico