Rev. Alfred J. Church
Capitolo 82
lui sia Cicerone e Sulla. L'anno era quello che fu destinato anche
per lui il decimo era dopo l'assoluzione di vedere la rovina della città,
le Vestali, il ventesimo dopo il che brucia del Campidoglio.
Dopo questo Cethegus e gli altri avevano una disputa circa la durata per
dando fuoco alla città. Lentulus ed altri desiderarono a lui ha fatto su
la festa di Saturno (dicembre 17). Cethegus pensò che questo era
rimandandolo troppo da molto.' Io avevo poi la lettera tratta. Prima io
mostrato Cethegus il suo sigillo. Lui l'ammise. Io tagliai la sequenza. Io lessi
la lettera. Fu scritto nell'il suo proprio scrivere a mano ed era a questo
effetto: lui assicurò il Senato e persone del Gauls che lui farebbe
quello che lui aveva fatto una promessa ai loro deputati, e li implorò sull'altro
dia compiere quello che avevano intrapreso i loro deputati. Cethegus che aveva
diede conto delle arma trovate in casa sua dichiarando che lui aveva
sempre stato un conoscitore in tali cose, fu sommerso sentendo il suo
lettera lesse, e non disse niente.
"Manlius prossimo diedero credito al suo sigillo e scrivendo a mano. Una lettera da lui
molto allo stesso effetto fu letto. Lui confessò la sua colpa. Io mostrai poi
Lentulus la sua lettera, e chiese a lui, 'dà credito al sigillo?' 'IO
faccia', lui rispose. 'Sì', disse io, 'è un'apparecchiatura notoria, il
somiglianza di un grande patriota, Suo nonno. La vista mera di lui
L'avrebbe dovuto tenere da tale crimine come questo.' La sua lettera era poi
lettura. Io chiesi poi a lui se lui aveva alcun chiarimento per dare. 'Io ho
nulla per dire', era la sua prima risposta. Dopo un po' lui colorò di rosa e mise
delle domande al Gauls. Loro gli risposero senza alcuna esitazione,
e chiese a lui in replica se lui non aveva parlato loro circa il
Libri sibillini. Quella che seguì era la prova più strana del potere di
coscienza. È probabile che lui avrebbe negato ogni cosa, ma lui faceva quello che nessuno
aspettato, lui confessò; tutte le sue abilità, tutto il suo potere di discorso