G. K. (Gilbert Keith) Chesterton
Capitolo 18
si ritiri dietro a noi, ovvero, alle nostre menti, lo spirito che sterilizza in
piacere moderno. Ci sono dappertutto il persistente e tentativo alienato
ottenere piacere senza pagare per lui. Così, nella politica il moderno
Dice praticamente Jingoes, 'ci Permetta di avere i piaceri di conquistatori
senza i dolori di soldati: ci permetta di sedere su sofà e sia una corsa ardita.'
In religione e morals, i mystics decadenti dicono così,: 'Ci permetta di avere il
la fragranza di purezza sacra senza i dolori di riserbo; ci faccia
canti alternativamente inni alla Vergine e Priapus.' Così in amore il
dicono libero-innamorati: 'Ci permetta di avere lo splendore di offrirsi
senza il pericolo di commettersi; ci permetta di vedere se uno non può
commetta suicidio un numero illimitato di tempi.'
Enfaticamente non funzionerà. Là sta entusiasmando momenti, indubbiamente,
per lo spettatore, l'amatore, e l'esteta; ma c'è uno
brivido che è conosciuto solamente al soldato che lotta per sua propria bandiera, a
l'ascetico che si muore di fame per la sua propria illuminazione, all'innamorato
chi finalmente fa la sua propria scelta. E è questo trasfigurando
autodisciplina che fabbrica una cosa veramente sana il voto. Deve avere
soddisfatto anche la fame gigante dell'anima di un innamorato o un poeta per sapere
che in conseguenza di dell'istante del uno di decisione che catena strana
appenderebbe per secoli nelle Alpi fra i silenzi di stelle e
nevi. Tutte circa noi sono la città di piccoli peccati, mentre abbondando in backways
e ritirate, ma la fiamma torreggiante sorgerà prima o poi, certamente,
dal harbour che annuncia che il regno dei codardi è su ed un
uomo sta scottando le sue navi.
* * * * *
UNA DIFESA DI SCHELETRI
Del piccolo tempo fa io stetti in piedi fra alberi inglese ed immemorabili che sono sembrati
prendere presa sulle stelle come una covata di Ygdrasils. Come io camminai fra
questi pilastri viventi io gradualmente divenni consapevole che il rustics che visse