R.W. Church
Capitolo 76
[36] _Rem._ i. 447.
CAPITOLO VI
I TRATTI DI OXFORD
"14 luglio 1833", noi leggemmo nel _Apologia_ di Newman Cardinale, il "Sig. Keble
predicato il sermone di assize nel Pulpito di Università. Fu pubblicato
sotto il titolo di _National Apostasy_. Io mai ho considerato e ho tenuto
il giorno come l'inizio del movimento religioso di 1833."[37]
Questo sermone memorabile era un'espressione forte della credenza comune ad un
il grande corpo di Ecclesiastici tra i trionfi della Riforma Bill che il
governatori nuovi del paese stavano preparandosi ad invadere le destre, ed a
alteri la costituzione, ed anche i documenti pubblici, della Chiesa.
La soppressione di dieci Diocesi irlandesi, in sfida di opinione di Chiesa,
mostrò come pronto era prendere le libertà nel Governo un prepotente
modo con le vecchie rettifiche delle relazioni di Chiesa e Stato.
Ecclesiastici avevano preso fin qui per concesso quella Inghilterra era "una nazione
quale aveva per secoli ammessi, come una parte essenziale di suo
teoria di governo che, _as_ una nazione cristiana, lei è anche una parte
della Chiesa di Cristo, e limitò, in tutta la sua legislazione e polizza, dal
leggi fondamentali di quella Chiesa." Quando "un Governo e persone, così
costituito, gettò via la limitazione che in molti rispetti tale
principio imporrebbe su loro, no, disconobbe il principio stesso,"
questo, a quelli cui idee che il Sig. Keble ha rappresentato, non sembrò brevemente nulla
di un disconoscimento diretto" della sovranità di Dio. Se è dovunque vero
che tali promulgazioni sono costrette sulla legislatura da opinione pubblica, è
Apostasia troppo duro una parola per descrivere il temperamento di tale nazione?" Il
sermone era una chiamata per affrontare in caparra un stato cambiato di cose, pieno di
pericolo immediato ed incalzante; considerare come sarebbe soddisfatto da
Cristiano ed Ecclesiastici, e guardare motivi ed i temperamenti. "Certamente esso
non sia principio indegno se alcun uomo è più circospetto nel suo
behaviour, più attento e terribile di lui, più serio nel suo