G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Il Cavaliere Selvatico e gli Altri Poemi

G. K. (Gilbert Keith) Chesterton

Capitolo 4

  A scalata il cielo.

I soli eterni e sistemi,
  Solido e silenzioso tutti,
A me stelle di un istante sono,
  Solamente i fuochi che autunno
Dal buon razzo di Dio, sorgendo
  In questa notte di carnevale.




ULTIMO

La visione di un oste di haloed
  Quel pianto circa un trono vuoto;
E, aureole scuro ed angeli morto,
  Uomo con sua propria vita sta in piedi da solo.

'Io sono', lui dice il suo credo in bancarotta:
  'Io sono', e è di nuovo una zolla:
Il passero comincia, le erbe mescolano,
  Per lui ha detto il nome di Dio.




L'ASINO

Quando pesci volarono e foreste camminarono
  E fichi crebbero su spina,
Del momento quando la luna era sangue
  Poi certamente io nacqui;

Con testa mostruosa ed uggiolare nauseabondo
  Ed ad orecchi piacciono ali erranti,
Il diavolo sta camminando parodia
  Su tutti quattro-footed le cose.

Gli stracciati bandiscono della terra,
  Della volontà storta ed antica;
Muoia di fame, flagelli, mi beffi:  Io sono muto,
  Io tengo mio segreto ancora.

Sciocchi! Per io avevo anche la mia ora;
  Uno lontano ora fiera e dolce:
C'era un gridi sui miei orecchi,
  E tocca col palmo prima i miei piedi.




LA VISIONE BEATIFICA

Tramite che incarnazioni fiere, ammainò
  In fuoco e l'oscurità, io andai,,
Prima io ero degno nel mondo
  Vedere un dente di leone crescere?

Bene, se in alcuni dolori o guerre
  Io comprai il mio diritto nudo per essere,
Cresciuto degno dell'erba, né diede
  Lo scricciolo, mio fratello, vergogna per me.

Ma quello che può Dio non chiede di lui
  Nell'ultima durata quando tutti sono detti,
Chi la vide stare in piedi accanto al focolare,
  Il firelight che l'abbiglia nell'oro?




LA SPERANZA DI LE STRADE

L'ancora prati dolci brillarono:  ed io stetti in piedi
  E bestemmiò loro, fiore di siepe ed uccello di albero,
E brillante ed alto oltre il legno curvare-appoggiato
  Il tuono e lo splendore del mare.

Dia di nuovo la Babilonia dove io nacqui,
  I labbra che aprono danno di nuovo, le mani che brancolano,
E rumore e sangue e disprezzo soffocante
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