R.W. Church
Capitolo 5
scopo, con l'effetto solamente di chiusura che visionario
esagerazione, attraverso il mezzo di un'altra nozione fittizia di
trasferimento all'ingrosso dei diritti Papali alla Corona, su noi,
come il vero e misura legale della Supremazia Reale.
Appare a me che colui che dichiara tutto sommato che il Papale
prerogative furono portate su alla Corona alla Riforma,
grandemente cela le leggi e le persone di quell'era. Loro
dottrina invariabile era, che loro stavano ripristinando il vegliardo regio
giurisdizione, ed abolendo uno che era stato usurpato. Ma là
non è nessuna evidenza da mostrare che questi erano identici in loro, o
co-esteso nella loro serie. In dei rispetti la Corona ottenne
a quel periodo più che il Papa mai aveva avuto; per io non sono consapevole
che la Convocazione costrinse la sua licenza a deliberare su
canoni, o il suo assenso alla loro promulgazione. Negli altri rispetti il
Corona acquisì meno; per non la Corona, ma l'Arcivescovo di
Canterbury fu nominato per esercitare il potere di dispensa in
cose legale, e confermare elezioni episcopali. Né il
Corona né l'Arcivescovo riuscirono a prerogative così Papali come
era contrario alla legge della terra; per né i 26 di
Enrico VIII. né i 2 di Elizabeth annessero alla Corona tutti il
i poteri di correzione e riforma che davvero erano state
chiesto dal Papa, ma solamente come "hath finora stato o può
sia esercitato legalmente o usò." ... La "giurisdizione antica,"
e non il poi recentemente chiese o esercitò i poteri, era il
misura e la sostanza di quello dalle quali la Corona ricevette il
Legislatura; e, con quelli diritti antichi per la sua regola, no
direbbero uomini imparziali che la Corona era la fonte di
giurisdizione ecclesiastica secondo gli statuti del
Riforma. Ma gli statuti dell'era di Riforma relativo a
giurisdizione, avendo come statuti l'assenso del laicato e
accettato dai canoni del clero, è lo standard a che
la Chiesa si è legata come una società religiosa per adattare.