Capitolo 83
l'impazienza disperata nel suo tono. "Ma accomoda non chieda a me, per
tutto sembra uscire diritto a Lei; ed io non so quello che io
dovrebbe dire, davvero io non faccio."
"Io voglio che Lei venga di nuovo appena Lei può", Sig.ra Delano detto,
scivolando un'aquila di oro nella sua mano. "Ed ora va, mio caro, di fronte a Lei
mi dica più che Lei desidera."
"Non più che io desidero", Floracita riunito; "ma più di me devo. IO
_wish_ per dirgli tutto."
In un modo infantile lei mise sui suoi labbra per un bacio, e la signora disegnò
suo al suo cuore e la carezzò dolcemente.
Quando Flora era discesa i passi della piazza, lei girò e
guardato su. La Sig.ra Delano stava inclinandosi contro uno dei pilastri,
guardando la sua partenza. Viti della leggerezza sottilissima stavano sventolando tondo
suo, e la sua carnagione di perlaceo e vestito violetta-tinto sembrarono belli
fra quelle arabesche aeree di verde delicato. Il ritratto entusiasmò
Flora tutto il più perché era tale contrasto al caldo e
stili sfarzosi di bellezza ai quali le era stato abituato. Lei sorrise
e baciò la sua mano in gettone di addio; la signora ritornò il
saluto, ma lei pensò l'espressione della sua faccia era triste, e
la paura che questo amico nuovo la diffidò di su conto di inspiegato
misteri la bazzicarono verso casa sul suo modo.
La Sig.ra Delano guardò dopo lei fino a lei ed il suo asino scomparsi fra
gli alberi nella distanza. "Quello che un mistero strano è questo!" mormorato
lei. "Alfredo Reale il bambino, ed ancora lei sopporta il nome di sua madre. E
perché cela da me dove lei vive? Certamente, lei non può
sta facendo consapevolmente qualsiasi cosa male, per io non vidi mai così perfetto
mancanza d'arte di occhiata e maniera." Il problema occupò i suoi pensieri per
giorni dopo, senza il suo arrivare ad alcuna congettura soddisfacente.
Flora, da parte sua fu agitata riguardo al diffidi di quale
lei sentì deve essere eccitato dalla sua posizione misteriosa, e lei era