Capitolo 50
Signora con Rosa di che lo ringraziò graziosamente per la sua porzione il
fiori, e gli disse suo padre fu legato così molto a lui che lei
dovrebbe pensare a lui come un fratello sempre.
Lui arrossì cremisi come lui la ringraziò, ed andò via con un molto caldo
sentendo al suo cuore, Floracita pensante un più bel nome che mai,
e felicemente inconscio che lui stava dividendo da lei.
Gli non si era andato da molto quando la campana accerchiò di nuovo, e le ragazze
di nuovo si affrettò nascondersi. Mezzo un'ora passò senza loro
vedendo o sentendo niente di Signora; e loro cominciarono ad essere estremamente
ansioso affinché non qualche cosa sgradevole stava detenendola. Ma lei venne a
duri, e detto, i "Miei bambini, il Signor vuole parlargli."
Loro immediatamente discesero alla seduta-stanza, dove loro fondarono il
Signor guardando in giù e colpendo lentamente la testa d'avoria della sua canna
contro il suo mento, come lui era avvezzo per fare quando seppellì in profondo
pensiero. Lui colorò di rosa come loro entrarono, e disse Rosa, con uno di lei
sorrisi più dolci, è Lei augura "Cosa, il caro amico?" Lui lasciò cadere un sottile
copra con un mantello dalle sue spalle e remoto il suo cappello che portò via un
parrucca grigia con lui, ed il Sig. Fitzgerald stette in piedi, mentre sorridendo di fronte a loro.
La sorpresa contenta eccitata da questa realizzazione improvvisa di una speranza latente
metta riserva verginale per migrare, e Rosa lasciò cadere prima sui suoi ginocchia
lui, esclamando, "O Gerald ci salva!"
Lui l'elevò dolcemente, e, stampando un bacio sulla sua fronte, detto:
"Lo salvi, la mia Rose preziosa? Essere sicuro io voglio. Quello è quello che io venni
per."
"Ed io anche", Flora detta, aggrappandosi a lui e nascondendo la sua faccia sotto
il suo braccio.
"Sì, e Lei anche, fata dannosa", rispose lui, dandole un meno
bacio cerimonioso che lui aveva dato su sua sorella. "Ma noi dobbiamo parlare
veloce, per là una grande quantità è essere fatta in una durata corta. Io ero